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Chi siamo

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L’igiene industriale è la disciplina scientifica volta ad individuare, valutare e controllare i fattori ambientali di natura chimica, fisica e biologica che derivano dalle attività produttive e che possono incidere negativamente sulla salute ed il benessere dei lavoratori e della popolazione.

AIDII promuove lo sviluppo, l’approfondimento, la divulgazione e la diffusione di questa disciplina, con il fine di tutelare la salute e l’ambiente all’interno ed all’esterno dei luoghi di lavoro.

AIDII organizza congressi e simposi scientifici, convegni, corsi e seminari di formazione e di approfondimento, pubblica una rivista scientifica, il “Giornale Italiano di Igiene Industriale e Ambientale IJOEHY“, e garantisce, attraverso l’Istituto per la Certificazione delle figure della prevenzione ICFP, la capacità e la professionalità di coloro i quali dedicano i loro sforzi al miglioramento della qualità degli ambienti di lavoro e di vita.

AIDII è un’associazione scientifica senza fine di lucro costituita nel 1969.

La sede centrale è a Milano. Per favorire lo sviluppo delle attività di formazione e di informazione, AIDII si è inoltre dotata anche di una struttura organizzativa periferica, costituita attualmente da cinque sezioni interregionali che operano a livello territoriale: “Nord-Ovest” (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta), “Triveneta” (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige), “Ter” (Emilia Romagna e Toscana) e “Lamus” (Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria e Sardegna), “SUD” (Campania, Basilicata, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia).

AIDII è guidata da un Consiglio Direttivo composto da 12 membri eletti e da un membro di diritto (il Past-President). Il Consiglio dura in carica tre anni. Tra i dodici membri eletti, il Consiglio individua il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario Tesoriere.

Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo di AIDII. Esso disciplina e coordina l’attività secondo gli indirizzi approvati dall’Assemblea, predispone i bilanci preventivi e consuntivi, redige il rendiconto dell’attività svolta e stabilisce gli indirizzi programmatici da sottoporre all’Assemblea dei Soci.

Per diventare soci AIDII è necessario inoltrare formale richiesta al Consiglio Direttivo. I soci AIDII possono appartenere a sei diverse categorie:

Soci Ordinari, Soci Junior e Soci Aggregati Abbonati che ricevono il “Giornale Italiano di Igiene Industriale e Ambientale IJOEHY” e l’edizione annuale dei TLV e che possono godere di sconti su tutte le iniziative di AIDII (congressi, seminari, corsi, etc.)

Socio Aggregato Società che gode degli stessi privilegi dei Soci Ordinari ma in più può pubblicare il nome sociale sulla rivista e presentare materiale illustrativo della società al Congresso Nazionale dell’Associazione.

Socio Aggregato Sponsor che gode degli stessi privilegi dei Soci Aggregati Società ma in più dispone di uno spazio espositivo al Congresso Nazionale e possono pubblicare una pagina pubblicitaria sul sito AIDII.

L’AIDII viene fondata in un periodo caratterizzato da un contesto socio economico e culturale particolarmente vivo: il boom economico degli anni 60, la moltiplicazione della forza lavoro nell’industria, le innovazioni tecnologiche e la trasformazione dell’organizzazione del lavoro. Fanno seguito progressivamente la presa di coscienza delle forze sindacali dei problemi della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro e la elaborazione di modelli originali di analisi dei fattori di rischio. Emerge in modo sempre più diffuso l’esigenza di nuove modalità di indagine negli ambienti di lavoro con la partecipazione attiva dei lavoratori dando valore agli elementi di “soggettività” nella valutazione di rischi, di danni, di possibili soluzioni di miglioramento.Tutti questi elementi costituiscono uno stimolo al rinnovamento per gli Istituti di Medicina del Lavoro e ad introdurre negli stessi un primo patrimonio di uomini e strumenti per dare deciso avvio anche all’Igiene Industriale, disciplina già praticata da tempo in altri stati ad elevata Industrializzazione (USA, UK.).

Gli Istituti Universitari di Medicina del Lavoro sono ancora i depositari pressoché esclusivi del Sapere sulle malattie professionali e delle correlazioni con le condizioni degli ambienti di lavoro che le generano. Ad essi fanno riferimento anche organismi istituzionali centralizzati per la prevenzione degli infortuni quali l’ENPI o assicurativi quali l’INAIL o di controllo quali l’Ispettorato del Lavoro. A differenza di altre nazioni industrialmente avanzate in Italia non esistono ancora insegnamenti di igiene industriale né indagini strutturate negli ambienti di lavoro. Solo alcune grandi aziende nazionali cominciano a strutturare nuclei di Igiene Industriale presso i servizi medici aziendali o all’interno di strutture tecniche aziendali o in collaborazione con istituti universitari. Presso l’istituto di Medicina del Lavoro di Milano ad esempio ha sede il laboratorio di igiene industriale Montecatini.

Le prime esperienze di igiene industriale si riferiscono alla metà degli anni 50 e attengono prevalentemente alla determinazione numerica delle polveri; allo stesso periodo si riferiscono anche le pubblicazioni scientifiche in merito come emerge dalla documentazione disponibile presso la Clinica del Lavoro di Milano. Per quanto riguarda l’esposizione a silice cristallina ad esempio, una delle problematiche più sentite in quegli anni, si possono citare alcune pubblicazioni:

  • Parmeggiani L., Peretti L., Zurlo N., Occella E.: La determinazione della pericolosità agli effetti della silicosi nelle lavorazioni pericolose Atti del congresso nazionale di Medicina del Lavoro. St. Vincent (20- 23 settembre 1952);
  •  Zurlo N., Griffini A.M.: determinazione chimica del quarzo nei minerali e nelle polveri, Med. Lav. 45, 675, (1954);
  • Frigerio G., Zurlo N.: procedimento rapido di analisi di routine per la determinazione del quarzo per via debyegrafica e chimico- petrografica. Med. Lav. 46,10 (1954);
  • Occella E: la determinazione della silice libera cristallina con metodi combinati chimico-petrografico- debyegrafici. Med. Lav. 48,11 (1957);
  • Zurlo N.: counting of atmospheric dust using millipore filters, Med. Lav. 51, 660. (1960).
  • Occella E., Henking E.: Researches on Differential grinding of Rocks and Synthetic Materials to Different Technique of Comminution. Med. Lav. 52, 2, 81 (1961);
  • Occella E.: Significato comparato di determinazioni numeriche e gravimetriche della concentrazione delle polveri nell’atmosfera. Med. Lav.5, 2,122 (1964).

Problematiche per l’igiene industriale relative agli anni ‘60

Il materiale bibliografico e di letteratura attinente alla valutazione dell’esposizione a sostanze pericolose e tossicologicamente attive era disponibile prevalentemente presso gli igienisti americani ed il numero delle sostanze per le quali erano note metodiche di campionamento e analisi era ancora modesto. Si possono citare:

“Air sampling instruments” pubblicato a partire dal 1960 dall’ACGIH che costituisce la prima raccolta organica degli strumenti di campionamento “The determination of toxic substances in air, A manual of ICI practice” pubblicato nel 1956 e rivisto nel 1965 che ha fatto propri, su licenza, alcuni metodi contenuti nei booklets 1-14 dei “Methods for detection of toxic substances in air” pubblicati per H.M. Factory Inspectorate, Ministry of Labour da H.M. Stationery Office. Descrive metodi di campionamento dell’aria e soprattutto metodiche analitiche per la determinazione degli inquinanti organici più ricorrenti nei luoghi di lavoro e di alcuni metalli presenti sotto forma di fumi e polveri.

In Italia era stata messa a punto sulla base dell’esperienza degli anni 50 la raccolta:

“Metodi semplici di microdeterminazione dei tossici industriali dispersi nell’aria” di N. Zurlo e L. Metrico pubblicato nel 1960 per il Laboratorio di Igiene industriale della Società Montecatini ubicato presso la Clinica del Lavoro di Milano. Nella prefazione del prof. E.C. Vigliani si legge: La determinazione della presenza e della quantità delle sostanze nocive nell’atmosfera dei luoghi di lavoro assume una importanza fondamentale nella lotta contro le tecnopatie. Affinché tali determinazioni siano praticamente possibili è necessario disporre di metodi analitici sensibili, precisi e facili da eseguirsi in fabbrica.

Pur essendo una pubblicazione interna della società Montecatini con diritti riservati ha costituito un riferimento anche per altri igienisti industriali ed ha continuato ad esserlo fino a metà circa degli anni 70.

Le problematiche ricorrenti erano infatti legate alla scarsità di documentazione scientifica relativa alla quantificazione degli inquinanti presenti nell’aria degli ambienti di lavoro, in particolare per quanto riguarda prodotti di decomposizione termica e prodotti indesiderati di reazione. Gli obiettivi che ci si proponeva di raggiungere per gestire in modo corretto i problemi più immediati erano:

  • Quantificare l’esposizione a sostanze nocive attraverso metodi di campionamento e analisi sempre più specifiche.
  • Reperire dal mercato o mettere a punto strumenti di campionamento idonei ad inquinanti particellari o in fase vapore /gassosa
  • Affrontare le problematiche di sensibilità e accuratezza e definire l’intervallo di incertezza estesa delle metodiche di campionamento e analisi
  • Seguire l’evoluzione dei limiti di riferimento
  • Strutturare un laboratorio di “Igiene Industriale” con le dotazioni strumentali in grado di garantire una elevata qualità dei dati analitici relativi alle matrici ambientali e biologiche tenendo conto di una evoluzione rapida per gli strumenti analitici e di una evoluzione lenta per gli strumenti di campionamento.

Occorreva tenere conto della necessità di dotarsi di strumenti di misurazione dei parametri fisici: rumore, vibrazioni, microclima, illuminazione.

Presupposto necessario a tutte queste attività è la conoscenza dei processi produttivi finalizzata ad inquadrare i rischi lavorativi specifici delle singole mansioni. Tali conoscenze erano deducibili da trattati tecnologici, dalla letteratura di igiene industriale e medicina del lavoro, dall’esperienza professionale che si acquisisce durante le indagini in fabbrica, dall’esperienza vissuta e descritta dai lavoratori che aiuta a raggiungere un elevato grado di conoscenza specifica dei rischi attribuibili ad una mansione.
Si tratta di  una fase ancora pionieristica in cui si è costretti a modificare ed adattare in continuo, sulla base delle esperienze in campo, strumenti e modalità di campionamento e metodiche analitiche e alla continua ricerca di input utili nella letteratura specifica e nei pochi testi a disposizione. Occorre inoltre arricchire il bagaglio di conoscenze in campi che incrociano trasversalmente l’attività di valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro.

Conoscenze complementari

Le conoscenze tossicologiche costituivano un elemento necessario per stabilire le priorità dell’indagine e per impostare il monitoraggio biologico almeno per quelle sostanze di cui si conosceva l’assorbimento, la distribuzione, la biotrasformazione e l’escrezione della stesse o dei metaboliti. Il monitoraggio biologico costituiva un importante complemento del monitoraggio ambientale e veniva eseguito in buona parte dalle stesse persone e comunque nello stesso laboratorio. I testi di riferimento per gli igienisti industriali almeno fino alla metà degli anni 70 erano il Lauweris:”Précis de toxicologie industrielle et des intossications professionelles”, Duculot-Gemloux 1972 e “Patty’s Industrial Hygiene and Toxicology”, Jonh Wiley, New York.
Il riferimento per i problemi di ventilazione generale localizzata era: “Industrial Ventilation (A manual of Recommended Practice)” pubblicato Per la prima volta dall’ACGIH nel 1951 e che nel 1978 aveva raggiunto la quindicesima edizione e per gli aspetti di benessere termico ASHRAE : Handbook of fundamentals : Physiological principles, comfort and health.

Per quanto riguarda la determinazione degli agenti fisici la strumentazione disponibile e il bagaglio culturale specifico erano ancora modesti; le carenze più evidenti erano rispetto alle vibrazioni e alle misure spettrali in campo UV-VIS.

I testi maggiormente consultati erano Physiologie du Travail (Ergonomie) di J. Sherrer, Masson Editeur, Paris 1967 e l’edizione in lingua inglese di Thermal Comfort di P.O.Fanger disponibile dal 1970 presso la Danish Technical Press di Copenhagen.

Campionamento con selezione dimensionale

Stimare l’esposizione alla frazione respirabile della polvere era uno dei problemi più sentiti dell’igiene industriale sia prima della fondazione dell’AIDII che durante il suo percorso storico. A tale proposito ricordo il lungo percorso per la definizione di frazione respirabile (da relazione C. Sala e coll.al RISCH 2006) :
“Nel 1952 il British Medical Research Council (BMRC) elaborò,  allo scopo di effettuare la valutazione del rischio di esposizione alle polveri potenzialmente pericolose per la regione di scambio gassoso polmonare, una definizione di polvere respirabile identificandola come la concentrazione in massa delle particelle che passavano oltre un elutriatore orizzontale con un taglio o cut-off (diametro a cui si ha il 50% di penetrazione o d50)  che approssima la dimensione di taglio della regione di scambio gassoso (Davies, 1961). Lo stesso riferimento fu adottato dalla Conferenza Internazionale sulle Pneumoconiosi di Johannesburg nel 1959. 
Nel 1961 la U.S. Atomic Energy Commission (AEC) ed il Los Alamos Scientific Laboratory (LASL) formularono la loro versione di polvere respirabile, conosciuta come la curva AEC-LASL. Questa curva rappresentava un modello di penetrazione delle particelle nella regione alveolare migliore di quello proposto dalla BMRC (Lippmann, 1995). Nel 1968 la convenzione di campionamento dell’AEC fu adottata dall’American Conference of Governmental Industrial Hygienist (ACGIH, 1968). Sulla base di questi riferimenti sono stati sviluppati nella pratica essenzialmente due tipi di campionatori per la frazione respirabile (FR), aventi una diversa dimensione di cut-off, ma basati ambedue sul principio di separazione ciclonica: il ciclone di tipo Casella o SIMPEDS (BMRC) avente la dimensione di taglio a 5 mm e il ciclone di nylon (ACGIH) con una dimensione di taglio a 3.5 mm. Le tre curve di accettabilità per il campionamento della FR presentano caratteristiche simili, ma non identiche, e la forma delle curve differisce in riferimento a differenti tipi di campionatori”. L’esigenza di stimare le frazioni che interessano le principali regioni dell’albero respiratorio ha determinato la sostituzione progressiva del campionamento delle polveri totali sospese con il campionamento con selezione dimensionale, prima negli ambienti di lavoro, poi negli ambienti confinati, e più recentemente, anche nel controllo dell’inquinamento atmosferico. Contemporaneamente sono state approfondite le conoscenze sulle fonti di emissione, sulla distribuzione granulometrica e sulla composizione chimica di ognuna delle frazioni del particolato che possono penetrare nell’albero respiratorio.

Esperienze condotte su polveri pneumoconiogene alla fine degli anni 60

  • Raccolta della polvere sedimentata in miniera (e in reparti di lavoro)
  • Vagliatura fino a raccogliere il passante al vaglio di 74 µm
  • Separazione in varie frazioni fini mediante dispersione in aria in pallone chiuso e campionamento con pneumoclassificatore Zurlo
  • Analisi delle frazioni fini dopo attacco chimico controllato con metodo Durkan modificato per l’eliminazione di carbonati e alcuni silicati.
  • Essicazione del filtrato finale
  • Preparazione di campioni per l’analisi XRD
  • Preparazione di vetrini per l’analisi al microscopio polarizzatore e in contrasto di fase
  • Preparazione di campioni da somministrare alle cavie

Fase preparatoria dell’Associazione

Nell’anno accademico1968-1969 si svolge in collaborazione e presso il Politecnico di Milano il corso di “Cultura in Igiene Industriale ed Ergonomia” che costituisce momento di incontro tra gli operatori motivati a dare vita e impulso alle due nascenti società, entrambe con caratteristiche pluridisciplinari.

Presso la Clinica del Lavoro di Milano, accanto alle attività di clinica e ricerca medica si svolgono da tempo attività riferibili all’Igiene Industriale e in parte alla Tossicologia ed all’Ergonomia: monitoraggio ambientale, monitoraggio biologico, messa a punto di tecniche analitiche specifiche, messa a punto e sperimentazione di strumenti di campionamento, messa a punto di camere di esposizione a concentrazione nota di sostanza da somministrare per via inalatoria alle cavie, messa a punto di un telefrequenzimetro per misurare il gettito cardiaco di soggetti che lavoravano in ambienti termici estremi, modifica del globotermometro di Vernon. La Clinica del Lavoro di Milano era un punto di raccordo delle esperienze culturali, scientifiche, sindacali e costituiva il luogo più naturale per dare vita ad una associazione scientifica di Igiene Industriale.

Fondazione

  • Primavera 1969: contatti e riunioni preparatorie con persone, di diversa formazione culturale e affiliazione istituzionale, interessate a contribuire alla fondazione di una associazione scientifica dedicata alle problematiche emergenti dell’Igiene Industriale, di cui si andavano elaborando obiettivi, ipotesi di strutturazione, statuto
  • 7 ottobre 1969: assemblea costituente presso la Clinica del Lavoro dell’Università di Milano che è stata il centro propulsore dell’iniziativa. Partecipano all’assemblea costituente 85 persone (ingegneri, medici, chimici, fisici, tecnici…) operanti presso strutture pubbliche e private

Percorso storico

L’Igiene Industriale è inizialmente connotata dallo stretto legame con la Medicina del Lavoro e utilizza l’opportunità di operare in comune tra la componente “tecnico – igienistica” e la componente “clinica” anche come elemento di formazione e di crescita culturale.

Le Attività prevalenti sono inizialmente: messa a punto di metodiche per il campionamento e analisi da utilizzare per il monitoraggio ambientale e biologico e le indagini nei reparti di lavoro con l’obiettivo di valutare l’esposizione degli addetti ad agenti chimici e fisici, il rispetto dei limiti di riferimento, l’efficacia degli interventi di bonifica, la necessità di programmi di controlli periodici. La ricerca applicata e la formazione sono attività complementari che assumono importanza crescente.

Dagli inizi degli anni 70 e durante l’intero decennio vengono create o potenziate strutture di Igiene Industriale all’interno di:

  • Istituti universitari di Medicina del Lavoro
  • Servizi ospedalieri di Medicina del Lavoro (specificità lombarda)
  • Istituti scientifici di ricovero e cura
  • ENPI
  • INAIL
  • ISS
  • Servizi Aziendali
  • Consorzi sanitari di zona (piccoli nuclei)
  • Laboratori di igiene e profilassi
  • Strutture private

Sempre negli anni 70 si realizzano le prime iniziative importanti.

1970 Simposio sul rumore nell’industria
1974 Tavola rotonda: i compiti dell’Igienista Industriale nell’ambiente di lavoro
1975 Convegno: Le polveri pneumoconiogene nell’ambiente di lavoro
1975 Convegno: Il microclima come problema di Igiene Industriale
1977 I° congresso nazionale di Igiene Industriale
1978 Convegno: Il rilevamento dell’inquinamento ambientale: orientamenti e prospettive

Si svolgono presso l’Istituto di Medicina del Lavoro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma convegni annuali di igiene industriale i cui atti vengono pubblicati negli annali dell’ISS.

L’AIDII si dota di una propria rivista periodica il “Giornale degli Igienisti Industriali” a partire dalla fine del 1976 e continua la pubblicazione, sotto forme editoriali diverse, fino ad oggi. Nell’ambito dell’attività editoriale oltre al giornale sono state prodotte in tempi successivi alcune monografie con un taglio di guide per affrontare alcuni problemi ricorrenti nell’attività quotidiana ad esempio l’impostazione di una indagine e la valutazione dei dati, la valutazione dei sistemi di aspirazione, la valutazione dei campi elettromagnetici.

Per quanto riguarda la strategia di campionamento, prima della specifica monografia AIDII, il riferimento principale era: “Occupational Exposure Sampling Strategy Manual” a cura di N. A. Leidel, K.A. Busch, R. Lynch pubblicato dal NIOSH nel 1977.

Annualmente viene pubblicata la traduzione italiana dei TLV dell’ACGIH distribuita contestualmente al Giornale a tutti i soci .Già nel 1975 l’AIDII e la SIMLII avevano proposto una tabella di “Valori Limite Ponderati (VLP) degli inquinanti chimici e particolato degli ambienti di lavoro” prendendo in considerazione 185 sostanze sulla base della stessa metodologia utilizzata dall’ACGIH e tenendo conto dell’esperienza maturata attraverso le indagini nelle aziende italiane e di quanto emerso nel convegno tenutosi a Milano del 1973: “I limiti massimi ammissibili (MAC) degli agenti nocivi nell’industria”.

Attività congressuale e formativa

Le attività di formazione e le attività congressuali costituiscono una costante dell’AIDII, che organizza:

  • a partire dal 1974 corsi di formazione per i soci e personale esterno di istituti pubblici e società private;
  • a partire dal 1977 i Congressi Nazionali che si svolgono annualmente in località diverse;
  • a partire dal 1983 giornate scientifiche, spesso contestuali al congresso nazionale, su temi di attualità nel campo dell’Igiene Industriale con finalità anche di aggiornamento dei soci;
  • a partire dal 1995 la sezione triveneta organizza annualmente il convegno nazionale “Le Giornate di Corvara” che assume progressivamente maggiore valenza di contenuti e di partecipazione.
  • L’attività delle Sezioni Territoriali (Triveneta: Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia; Nord-Ovest: Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta; TER: Toscana, Emilia Romagna; LAMUS: Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria, Sardegna; SUD: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia) diventa sempre più importante anche nell’organizzare convegni monotematici su temi di attualità che costituiscono un elemento propulsivo per l’associazione.
  • Occorre ricordare l’organizzazione di un congresso a livello internazionale (International Congress on Industrial Hygiene, Rome October 5-9.1986) e a livello europeo (European Industrial Hygiene Conference: Strategies in Industrial Hygiene and Environmental Protection, Milan Novembre 4-7, 1990) durante la fase di crescita della associazione e nell’attuale fase di maturità l’organizzazione del congresso internazionale IOHA del 2010 a Roma;
  • a partire dai primi anni 90 intensifica e favorisce il mantenimento di rapporti con le società che operano in campi paralleli SIMLII, SITOX, SIE, AIAS…fino alla costituzione  della CIIP di cui sarà parte integrante e attiva fino al 2009.

Ruolo e funzioni dell’Igiene Industriale trovano una loro definizione compiuta e ubiquitariamente condivisa agli inizi degli anni 90 anche a seguito di riunioni a livello internazionale: “L’Igienista Industriale ha il compito di individuare, valutare e mantenere sotto controllo, ai fini della prevenzione e della bonifica, i fattori ambientali di natura chimica, fisica e biologica derivanti dalla attività industriale, presenti all’interno e all’esterno degli ambienti di lavoro e negli ambienti di vita, che possono alterare lo stato di salute e di benessere dei lavoratori e della popolazione”. L’ambiente di lavoro costituisce comunque il campo sperimentale principale dove è possibile approfondire e affinare le conoscenze attraverso:

  • attenta “lettura” del ciclo di produzione sotto il profilo dei possibili rischi per i lavoratori e per l’impatto esterno, per formulare il protocollo di indagine, per suggerire provvedimenti per la riduzione dell’esposizione attraverso la modifica dei processi, delle mansioni, dei sistemi di ventilazione generale di trattamento dell’aria,  di aspirazione e abbattimento degli inquinanti.
  • lavoro in comune e scambio di informazioni con altre professionalità del campo della prevenzione
  • interpretazione e discussione dei risultati di tutte le fasi di indagine
  • validazione in campo di strumenti di campionamento
  • validazione di modelli di risk assessment

L’Igienista Industriale assume progressivamente un ruolo complementare sempre più importante alle figure di medico del lavoro e di addetto alla sicurezza. L’attenzione crescente ai problemi dell’ambiente, specialmente in questo decennio, amplia il campo di attività all’inquinamento dell’atmosfera, delle acque, del suolo, all’indoor, ai rischi di incidenti rilevanti, alla valutazione di impatto ambientale. Gli stimoli a tenere in maggior conto gli impatti diretti e indiretti dell’attività produttiva sull’ambiente e sulla popolazione generale vengono anche da fonti autorevoli quali l’OMS:

environmental health comprise those aspects of human health, including quality of life, that are determined by physical, chemical, biological, social and psycosocial factors in the environment. It also refers to the theory and practice of assessing, correcting, controlling and preventing those factors in the environment that can potentially affect adversely the health of present and future generations”.

Un modello multi- exposure multi- effect è stato proposto recentemente:

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(Briggs, 2002)

Tali stimoli erano  presenti giù da tempo a livello europeo ( cito dalla prima conferenza europea su ambiente e salute,  Francoforte 7-8 dicembre 1989):

“l’ambiente va gestito come una risorsa per la salute umana ed il benessere” 

“devono essere presi in considerazione tutti gli aspetti dello sviluppo socioeconomico che sono correlati all’impatto dell’ambiente sulla salute e sul benessere”. 

Le modalità di impatto, simmetricamente ai tossici industriali nell’ambiente di lavoro, possono essere così schematizzate:

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Attività di formazione

L’attività di formazione rivolta ai soci e ad esterni è stata curata fin dai primi anni e continua tuttora con corsi mirati ad argomenti generali e all’approfondimento di temi specifici. Il materiale didattico, oltre ai volumi classici citati in precedenza (nelle successive edizioni) era costituito dopo il 1986 dall’unico libro di igiene industriale italiano (“Igiene Industriale,- campionamento, gas, vapori, polveri, di L. Pozzoli e U. Maugeri, La Goliardica Pavese 1986) e da una serie di dispense preparate e modificate dai singoli docenti. Tale formazione é stata propedeutica per molti soci agli esami di certificazione. L’Igiene Industriale rientra da tempo nei corsi universitari presso dipartimenti medici e scientifici e impegna docenti che hanno avuto ruoli importanti nell’AIDII. Le aree di conoscenza che rientrano nel percorso formativo sono state definite in un convegno dei primi anni 90 a Ginevra con il contributo delle associazioni nazionali: tossicologia, fisiologia, ergonomia, effetti sulla salute legati al lavoro, salute pubblica, protezione dell’ambiente, comunicazione, fattori psicosociali, norme e leggi, analisi dei rischi, principi di ingegneria, fondamenti di tecnologia. Alcune di queste hanno successivamente avuto deciso sviluppo, come l’indoor e in generale il campo della tutela ambientale.

Certificazione

La necessità di certificare la figura dell’igienista industriale che ha acquisito specifica formazione trova il proprio sbocco con la creazione nel dicembre 1986 dell’Istituto per la Certificazione degli Igienisti Industriali (ICII) con proprio consiglio direttivo e gruppo di esperti che prepara ed aggiorna le domande di esame; si dota inoltre di un proprio codice etico. Recentemente è stato fatto un notevole passo in avanti con la creazione nel 2004 dell’Istituto per la Certificazione  Professionale per le Figure della Prevenzione (ICFP) fissando i campi di competenza professionale necessari a caratterizzare  l’igienista industriale che deve individuare, valutare, controllare l’insieme dei fattori di rischio che hanno origine dall’attività lavorativa e interessano l’ambiente di lavoro, l’  indoor e l’ambiente esterno rispettando quanto previsto dal codice deontologico. Nel gennaio del 2009 è stata superata l’ultima fase del percorso di certificazione previsto dalla ISO 17024 per il riconoscimento da parte del SINCERT che ha valore per tutto il territorio europeo. Recentemente ha ottenuto il riconoscimento anche a livello internazionale da parte del National Accreditation Recognition Committee (NAR).

Evoluzione

La fase di crescita numerica dei soci, lenta negli anni 70, subisce notevole incremento nei decenni successivi fino a superare il migliaio agli inizi degli anni 90 e a mantenersi oltre i 1500 nell’ultimo decennio

L’evoluzione dei mezzi di campionamento e di analisi ed il patrimonio di letteratura scientifica accumulato in questi 40 anni offrono molte possibilità di crescita alla associazione oltre che ai singoli soci e creano contemporaneamente la necessità di specializzazione nei diversi settori di interesse e in particolare in quelli di più recente evoluzione.

Il campo di indagine si è progressivamente modificato anche a seguito della crescente terziarizzazione dell’attività produttiva ed ha assunto maggiore importanza l’indoor, sede ormai di gran parte dell’attività lavorativa, e a seguito della diminuzione di attività a rischio tradizionale ridottasi decisamente anche a causa del trasferimento di produzioni impattanti in altri stati a minor tutela dei lavoratori e dell’ambiente oltre che a causa dell’economia di mercato globalizzata.

Occorre adeguare le conoscenze e gli strumenti logici e pratici di indagine per seguire l’evoluzione delle tecnologie produttive, ad esempio le nanotecnologie, l’introduzione di nuovi materiali, le nuove tecniche costruttive per evidenziare e mettere sotto controllo i rischi emergenti.

Sono state introdotte recentemente a livello europeo nuove norme sulle sostanze pericolose REACH e CLP nell’ambito della politica europea di gestione delle sostanze chimiche che prevede attraverso il regolamento REACH le procedure di registrazione, valutazione, autorizzazione, restrizione e come strumento necessario per la sua applicazione l’insieme di regole di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche che costituiscono il regolamento CLP (Classification, Labelling, Packaging). Tale regolamento è l’applicazione europea del GHS (Globally Harmonized System) che ha come obiettivo la realizzazione di un sistema unico a scala mondiale. Anche in questo settore è opportuno dedicare energie.
Raggiunto un livello più che accettabile di adesione alla associazione occorre un ulteriore sforzo di adeguamento alle esigenze crescenti dei soci e per stabilire una maggiore visibilità verso l’esterno migliorando il giornale, il sito web i rapporti con le associazioni scientifiche che operano in parallelo.

Carlo Sala

Consiglio Direttivo in carica per il triennio 2018- 2021

Maria Cristina Aprea Presidente
Mariella Carrieri Vice Presidente
Andrea Cattaneo Tesoriere
Sergio Luzzi Segretario
Domenico Maria Cavallo Past President
Consiglieri:
Andreini Bianca Patrizia
Gino Gianandrea
Lovreglio Piero
Maratini Federica
Martinelli Fabrizio
Rotatori Mauro
Sacco Paolo
Spinazzè Andrea

Maria Cristina Aprea Presidente

Socio AIDII dal 1992. Igienista Industriale Certificato per esami n. AA1911010090, membro del Comitato di redazione dell’IJOEH, coordinatore del Comitato Scientifico AIDII e membro del Consiglio Direttivo Nazionale AIDII. Laureata con lode in CTF nel 1986. Dal 1990 Dirigente Chimico presso la USL 7 di Siena, dal 2017 Direttore U.O.C. Tossicologia Occupazionale e Ambientale e coordinatore attività afferenti al Laboratorio di Sanità Pubblica di Siena, dal 2018 Direttore del Dipartimento Interaziendale Regionale dei Laboratori di Sanità Pubblica della Toscana. Docente di “Fondamenti Chimici delle Tecnologie” e coordinatore del Corso integrato “Tecniche della prevenzione in campo ambientale e alimentare” nel corso di Laurea per Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro presso l’Università di Siena. Autrice di 253 lavori scientifici. Nel 2005 e nel 2006 ha ricevuto il riconoscimento del Journal of Chromatography per l’articolo “Biological monitoring of pesticide exposure: a review of analytical methods (J Chromatogr B Analyt Technol Biomed Life Sci. 2002;769(2):191-219)” come “Top Cited Article Award 2001-2006”.

Mariella Carrieri Vice Presidente

Socio AIDII Iscritto dal 2000. Laureata in Chimica nel 1996, abilitata dallo stesso anno all’esercizio della professione di Chimico, ha conseguito nel 2002 il titolo di Dottore di Ricerca in Medicina Ambientale presso l’Università degli Studi di Padova. Membro del Consiglio Direttivo Nazionale AIDII dal 2006. Membro del comitato editoriale dell’Italian Journal of Occupational and Environmental Hygiene. Dal 2001, svolge la sua attività presso il Dip. di Scienze Cardiologiche, Toraciche e Vascolari, con il ruolo di Responsabile del Servizio di Igiene Industriale. E’ stata Guest Researcher per un periodo di 12 mesi presso l’Exposure Assessment Branch del National Institute for Occupational Safety and Health (NIOSH) a Morgantown (West Virginia). Dal 2009 docente di Igiene del lavoro nel Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro presso l’Università degli Studi di Padova. Ha partecipato a conferenze nazionali di Igiene Industriale e Medicina del Lavoro in qualità di membro del consiglio scientifico o di relatore. La sua attività di ricerca è relativa al monitoraggio ambientale e biologico nelle diverse realtà occupazionali. La sua attività scientifica è documentata da oltre 226 pubblicazioni scientifiche nel campo dell’Igiene Industriale e della Medicina del Lavoro.

Andrea Cattaneo Tesoriere

Socio AIDII Iscritto dal 2006.
Laureato in Scienze Geologiche, dottore di ricerca in Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale, Igienista Industriale certificato ICFP, Master in Tossicologia. E’ ricercatore e titolare di insegnamenti universitari nel campo dell’Igiene Ambientale e Occupazionale in corsi di laurea triennale, magistrale e in scuole di specializzazione presso l’Università degli Studi dell’Insubria (Como). Ha partecipato a progetti multicentrici a livello regionale, nazionale, europeo e internazionale, fornendo contributi sulla valutazione dell’esposizione ad agenti chimici anche come coordinatore di unità. E’ revisore scientifico per riviste nazionali e internazionali, autore di 5 capitoli di libro/monografie e circa 170 pubblicazioni, riassunti e contributi in volume sui temi del rischio chimico, qualità dell’aria e modellistica dell’esposizione. Sito web: https://www.uninsubria.it/hpp/andrea.cattaneo.

Sergio Luzzi Segretario

Socio AIDII Iscritto dal 1998. Presidente e Direttore Tecnico di “Vie en.ro.se. Ingegneria”, società specializzata in acustica, rischi fisici, ingegneria dell’ambiente e della sicurezza.
Docente a contratto di Rischi Fisici all’Università di Firenze, Visiting Professor alla Ural State University, Direttore della OSHNET SCHOOL for certified education in Occupational Health and Safety, membro dell’Executive Council dell’EAA (European Acoustics Association) e del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana di Acustica.
Si occupa a livello scientifico e professionale di acustica e controllo del rumore, di igiene ambientale e occupazionale. Cura l’organizzazione e il programma scientifico di numerosi corsi e convegni a livello nazionale e internazionale. È stato General Co-Chair del 22° International Congress on Sound and Vibration, tenutosi a Firenze nel luglio 2015.
È autore di 5 libri e di numerose pubblicazioni scientifiche sull’Acustica, la sicurezza degli ambienti di vita e di lavoro, l’elettrotecnica, la tecnica professionale.

Domenico Maria Cavallo Past-President

Socio AIDII dal 1986, è componente del Consiglio Direttivo dal 1997. Biologo, Igienista Industriale Certificato per esami n. 9006, Dottore di Ricerca in Medicina del Lavoro ed Igiene Industriale. Domenico Cavallo svolge attività di ricerca, con qualifica di Professore Ordinario, presso la Facoltà di Scienze dell’Università degli Studi dell’Insubria sede di Como e collabora per ricerca e didattica con il Dipartimento di Medicina del Lavoro “Clinica del Lavoro Luigi Devoto” dell’Università degli Studi di Milano ed il Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta” del Politecnico di Milano. Oltre all’attività di ricerca, didattica ed assistenziale, svolge attività di consulenza per società di rilievo nazionale per le problematiche di Igiene Ambientale e del Lavoro. Componente di gruppi di lavoro e di Commissioni Tecnico-Scientifiche nazionali ed internazionali, è autore di circa 180 pubblicazioni scientifiche nel settore dell’Igiene e della Medicina del Lavoro.

 Consiglieri:

Bianca Patrizia Andreini 

Socia AIDII dal 2001. Membro dal 2003 e Coordinatore dal 2008 del Comitato di Redazione della rivista “Giornale degli Igienisti Industriali”. Managing Editor e coordinatore del comitato di redazione del Italian Journal of occupational and environmental hygiene (IJOEHY) di AIDII.
Laureata in Chimica ha conseguito il Dottorato di ricerca in Scienze molecolari applicate, la Specializzazione in Tossicologia e un Master in Diritto Penale Ambientale.
Dal 1988 al 1996 ha svolto attività di ricerca nel settore farmaceutico privato.
Dal 1997 svolge la sua attività nel settore ambientale prima presso il PMIP di Parabiago (MI) e dal 2002 presso ARPAT (Toscana).
Dal 2001 al 2002 si è dedicata alla Tossicologia occupazionale presso il Laboratorio di Sanità Pubblica- ASF Firenze. Dal 2006 al 2012 è stata responsabile dei Sistemi di gestione integrati della Direzione Generale di ARPAT. Da febbraio 2012 è Responsabile del Centro regionale di tutela della qualità dell’aria di ARPAT (CRTQA) e coordinatore della Commissione Aria di ARPAT. Membro di vari gruppi di lavoro presso la Regione Toscana, ISPRA, MATTM. Docente in corsi di formazione organizzati da AIDII, Regione Lombardia, Master DIAManTE (Univ. di Firenze). Autrice di pubblicazioni nell’ambito del settore ambientale, igiene industriale, sistemi qualità e ambiente (EMAS) e qualità dell’aria.

Gianandrea Gino

Socio AIDII dal 2003. Incarichi AIDII attuali: Responsabile di Schema e Commissione di esami ICFP
Membro del Consiglio Direttivo dal 2006 al 2015, opera da sempre nel settore EHS partendo da un background universitario di ingegneria chimica integrato post laurea con un internato di ricerca in igiene industriale e specializzazioni in fisica dell’atmosfera, risk assessment e tematiche concorrenti.
L’impegno professionale in materia di sicurezza e salute occupazionale, tutela ambientale, incidenti convenzionali e rilevanti, si esplica nel settore privato e pubblico anche con attività di consulenza per la responsabilità amministrativa delle imprese e una competenza in ingegneria forense certificata CERT’ing dal C.N.I.
Dal 2017 è professore a contratto di Impianti Chimici nel corso di laurea TPALL – Università degli Studi Mi.

Piero Lovreglio

Socio AIDII Iscritto dal 2010. Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specializzazione in Medicina del Lavoro nel 2002, Dottore di Ricerca (PhD) in Ambiente, Medicina e Salute nel 2006. Dal febbraio 2003 al gennaio 2005 e dal marzo 2006 al settembre 2015 Assegnista di ricerca presso il Dipartimento Interdisciplinare di Medicina dell’Università di Bari Aldo Moro. Dal settembre 2015 ricercatore a tempo determinato (RTD), dal novembre 2016 tipo b). Iscritto all’elenco nazionale dei medici autorizzati e dei medici competenti. Svolge attività didattica di ‘Igiene Industriale’ e ‘Medicina del Lavoro’ presso diversi Corsi di Laurea e presso la Scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro dell’Università di Bari. Ha prodotto 90 pubblicazioni a stampa, di cui 43 compaiono su Scopus (h index 10), su temi di Igiene Industriale, Tossicologia Industriale e Medicina del Lavoro. Svolge attività di Referee per numerose riviste scientifiche internazionali. Ha collaborato a numerosi progetti di ricerca e relazioni tecnico-scientifiche sul monitoraggio ambientale e biologico degli inquinanti professionali ed ambientali. Dal 2015 è componente del Consiglio Direttivo della Società Italiana Valori di Riferimento.

 Federica Maratini

Socio AIDII dal 2012. Laureata in Chimica nel 2009 presso l’Università di Padova, abilitata alla professione del Chimico dal 2010. Dal 2012 svolge la sua attività come collaboratore laureato presso il laboratorio di Igiene Industriale, Dip.to di Scienze Cardiologiche Toraciche e Vascolari, in alcuni progetti di ricerca inerenti il monitoraggio ambientale e biologico per la valutazione dell’esposizione professionale a polveri di legno(progetto INAIL), per l’esecuzione di monitoraggi ambientali e biologici e nell’esecuzione di procedure analitiche su matrici ambientali e biologiche. Igienista Industriale Certificato ICFP n.AA3417030129.Ha partecipato a seminari e congressi nazionali di Igiene Industriale. La sua attività di ricerca è documentata da pubblicazioni, sia come articoli che come contributi scientifici a congressi nazionali. La sua attività di ricerca attuale è incentrata nel monitoraggio biologico ed ambientale per la valutazione dell’esposizione professionale a isocianati, come Dottoranda di Ricerca in Scienze Farmacologiche presso Università degli Studi di Padova.

Fabrizio Martinelli

Socio AIDII dal 2003. Libero Professionista dal 1995 è stato fino a Settembre 2017 Presidente dell’Ordine di Roma-LUAM (già Consigliere dal 2005 al 2009), unendo all’esperienza maturata in anni di Presidenza del principale Ordine dei Chimici d’Italia, la determinatezza e la abnegazione propria della attuale classe dirigente di quarantenni. Diretto nell’esposizione e professionalmente preparato sia da un punto di vista teorico che pratico, si è laureato con il Prof. Giuseppe D’Ascenzo a soli 24 anni e primo del suo corso, assumendo nel tempo diverse cariche sociali e dirigenziali. Ha ricevuto importanti incarichi di lavoro e consulenza nell’ambito dell’igiene industriale per grandi aziende italiane ed estere oltre che per una moltitudine di piccole e medie imprese del territorio. Qualificato “European Chemist” è abilitato all’espletamento del ruolo di R.S.P.P. per tutti i macrosettori di riferimento. Consulente ADR. Abilitato al rilascio di documentazioni ai fini della Prevenzione Incendi. Responsabile gas tossici. Tecnico competente in acustica ambientale. Noto esperto di ambiente e rifiuti.
Particolarmente attivo nel settore della Chimica Forense con oltre duecento incarichi ricevuti da Procure e Tribunali in ambito ambientale e tossicologico.

Mauro Rotatori

Socio AIDII Iscritto dal 1997
Incarichi AIDII dal 1999 per 4 mandati nel consiglio Direttivo Sezione LAMUS
Responsabile delle attività di ricerca sulle emissioni gassose da impianti industriali del CNR-IIA. Già professore a contratto Università “La Sapienza” e degli Studi di Camerino per corsi di Laurea in chimica e Scienze e Tecnologie per la conservazione dei Beni Culturali. Componente di commissioni al Ministero dell’Ambiente: IPPC-VIA-CTS. Presidente del comitato di vigilanza e controllo applicazione CSS in Italia. Componente del Consiglio Direttivo Emission Trading System (ETS) del Ministero Ambiente. Componente del Comitato Legge 297 del MIUR. Partecipa alle commissioni CEN e UNI per la messa a punto di metodiche analitiche per emissioni industriali. L’attività di ricerca è incentrata principalmente sui processi chimici legati all’inquinamento ambientale in particolare i microinquinanti organici; ciò ha permesso di maturare l’esperienza necessaria a valutare, sul campo, l’affidabilità delle principali tecniche di campionamento e di analisi e a svilupparne di nuove. Autore di oltre 200 lavori scientifici.

Paolo Sacco

Socio AIDII dal 2006. Incarichi AIDII attuali: Presidente Sezione Triveneta
Igienista industriale, responsabile del laboratorio, RSPP e referente per il sistema gestione qualità presso il Centro di Ricerche Ambientali di Istituti Clinici Scientifici Maugeri, sede di Vigonza (PD). Esperto di sistemi di campionamento diffusivo applicati alle misure di inquinanti atmosferici nell’ambiente esterno e negli ambienti confinati, di vita e di lavoro. Valutatore interno di sistemi di gestione della qualità. Membro del gruppo di lavoro sulle PFAS istituito dall’Ordine Interprovinciale dei Chimici del Veneto. Partecipa al gruppo di lavoro informale per una piattaforma europea di igiene occupazionale. Autore di varie pubblicazioni sulla qualità dell’aria ambiente e sull’utilizzo del campionamento diffusivo per la misura di inquinanti atmosferici.

Andrea Spinazzè

Socio AIDII dal 2013. Membro del Comitato di Redazione della rivista IJOEHY. Dottore di Ricerca in Scienze Ambientali, Igienista Industriale Certificato e Specialista in Valutazione e Gestione del Rischio Chimico. Dal 2011 svolge attività di ricerca presso l’Università degli Studi dell’Insubria, nell’ambito di progetti orientati allo studio dell’esposizione ad agenti di rischio chimici. Dall’A.A.2013/2014 ottiene incarichi didattici per il corso di Igiene Ambientale e Occupazionale Applicata con Laboratorio. Dal 2015 è membro del sottogruppo Nanoforme del Laboratorio Rischio Chimico di Regione Lombardia. Dal 2017 è membro dello “Stoffenmanager® International Scientific Advisory Board”. Revisore scientifico e guest editor per riviste scientifiche nazionali e internazionali. Autore di 25 articoli su riviste scientifiche e di oltre 50 presentazioni a congresso. Oltre all’attività di ricerca svolge, in qualità di socio (dal 2015) e poi Presidente (dal 2018) di uno Spin-Off universitario, attività di consulenza in ambito di Igiene Ambientale e Occupazionale.

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