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Istituto di Certificazione delle Figure della Prevenzione www.icfp.it

Verso la fine degli anni ’70 la professione di Igienista Industriale in Italia si avvia verso una rapida diffusione e crescita: lo sparuto gruppetto iniziale di Igienisti Industriali formatosi alla scuola di Enrico Vigliani e di Nicola Zurlo della Clinica del Lavoro dell’Università degli Studi di Milano comincia infatti a raccogliere i risultati della propria azione.
Con la riforma sanitaria del 1978 hanno preso vigore non solo le scuole universitarie di Medicina del Lavoro ma anche i servizi territoriali di Medicina del Lavoro e Tutela della Salute nei Luoghi di Lavoro e la valutazione del rischio in ambito lavorativo comincia diffondersi.
Vista la rapida crescita dell’offerta di “esperti valutatori del rischio”  AIDII si pose il problema di fornire al committente la possibilità di riconoscere le caratteristiche peculiari dell’igienista industriale per promuovere una professionalità competente e disincentivare prassi maldestre e operatori improvvisati.
Prende avvio un percorso di approfondimento del tema che si conclude con la decisione  di introdurre anche in Italia, pur in carenza di leggi e indicazioni specifiche, il riconoscimento della professionalità del soggetto prestatore d’opera di igiene industriale, almeno da parte della Associazione (accreditamento all’eccellenza). Viene promosso un processo virtuoso di tipo volontario di registrazione delle capacità professionali dei singoli associati, mirato agli  aderenti alla Associazione che constava in quei tempi di circa 400 iscritti a livello nazionale, in rapido incremento annuale(l’associazione ingrandirà progressivamente e gradualmente fino a registrare i circa 1600 associati odierni).

Il carattere interdisciplinare dell’Igiene Industriale e la mancanza di un profilo universitario che coincidesse effettivamente con la domanda formativa che la prevenzione e la protezione richiedono  hanno fatto emergere la necessità di codificare, qualificare e valutare la professionalità di chi opera  in questo settore.

L’Istituto di Certificazione degli Igienisti Industriali (ICII)
Nel 1986 AIDII decide di costituire l’Istituto per la Certificazione dell’Igienista Industriale (ICII) ispirandosi alle analoghe esperienze compiute negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna. Lo scopo della certificazione rilasciata da ICII è di verificare la capacità di “assumere la responsabilità di individuazione, valutazione e controllo ai fini della prevenzione e della eventuale bonifica dei fattori ambientali di natura chimica, fisica e biologica derivanti dalla attività industriale presenti  all’interno e all’esterno degli ambienti di lavoro che possono alterare lo stato di salute e di benessere dei lavoratori e della popolazione così come stabilito dalla Organizzazione Mondiale della Sanità e tenendo sempre in primo piano la necessità di rispettare pienamente i canoni dell’etica professionale”.

L’attività ICII prende avvio nel 1987 e si  concretizza nel riconoscimento di oltre 300 soggetti certificati.
La certificazione non sostituisce la iscrizione ad albi professionali o ordini professionali: costituisce invece una garanzia espressa della professionalità acquisita dal soggetto detentore, manifestata attraverso esame e colloquio con una commissione di Igienisti Industriali “esperti”, di riconosciuta perizia.
Quindi la certificazione dell’Igienista Industriale  si configura come processo volontario all’eccellenza con percorso parallelo alla eventuale certificazione del singolo operatore professionista rilasciata dagli organismi di accreditamento internazionale, rappresentati in Italia dal solo ACCREDIA .

Tali vincoli e limiti suggeriranno negli anni 2000 di iniziare il processo di  certificazione di parte terzadell’Igienista Industriale e del Tecnico di Igiene Industriale, riconosciuta da ACCREDIA e quindi con valenza nella Unione Europea.

Per garantire un livello minimale di conoscenze sufficientemente ampio, stabilizzato e omogeneo per i singoli richiedenti furono stabiliti i temi d’esame che riguardarono i seguenti argomenti:

  • Principi generali dell’igiene industriale
  • Tossicologia
  • Epidemiologia
  • Statistica per l’igiene industriale
  • Agenti chimici
  • Rumore
  • Vibrazioni
  • Radiazioni
  • Indoor air quality
  • Stress termico
  • Ventilazione industriale
  • Monitoraggio biologico
  • Inquinamento dell’aria
  • Inquinamento dell’acqua
  • Rifiuti
  • Management in igiene industriale

Il Codice Deontologico
Per vincolare quanto più possibile l’attività dei professionisti dell’igiene industriale ad elementi di trasparenza e di qualità si decise di adottare un codice deontologico che il soggetto certificato si impegnava a rispettare e che permettesse, se necessari, anche interventi disciplinari da parte di ICII e di AIDII.
Il codice deontologico, tuttora molto simile all’originale, regolamentava i seguenti principi e comportamenti:

  • esercitare la professione seguendo i principi scientifici riconosciuti e tenendo presente che la vita, la salute e il benessere degli individui possono dipendere dal giudizio professionale e che il primo dovere consiste nel proteggere la salute e il benessere della popolazione;
  • fornire consigli obiettivi in merito ai rischi potenziali per la salute e alle precauzioni da prendere per evitare conseguenze negative per la salute;
  • assicurare la riservatezza delle informazioni confidenziali ottenute durante la propria attività, a meno che ciò possa recare danno grave agli individui o esistano specifici obblighi di legge;
  • utilizzare le informazioni confidenziali esclusivamente per lo scopo per il quale sono state richieste;
  • evitare circostanze che possono compromettere il giudizio professionale o dare luogo a conflitti di competenze;
  • fornire esclusivamente servizi relativi ad aree nelle quali si ha competenza;
  • sostenere e sviluppare l’onorabilità e la integrità della professione;
  • evitare comportamenti ingannevoli nella sollecitazione di un impiego professionale e azioni scorrette nei confronti degli altri.

Negli anni 2000 AIDII decide di avviare il processo di certificazione professionale in conformità alla norma EN 45013 e successivamente ISO 17024 e promuovere l’adesione a tale processo dei certificati ICII; nel 2004 la Associazione  costituisce l’Istituto per la Certificazione delle Figure della Prevenzione (ICFP) con sede in Milano, che ha quale scopo quello di  valutare e certificare le competenze professionali che istituzionalmente si occupano di prevenzione, intendendo per prevenzione la disciplina che si occupa della individuazione, valutazione, controllo dei fattori di rischio negli ambienti di vita e di lavoro nonché delle loro conseguenze  che possono avere sull’ambiente esterno.

ICFP garantisce che i professionisti [ Igienista Industriale (I. I.) e Tecnico Igienista Industriale (T.I.I.)] certificati secondo le proprie procedure non solo abbiano i requisiti minimi di conoscenza ma che posseggano conoscenze, caratteristiche personali, esperienze generali e specifiche per ciascuna figura atte allo svolgimento dell’attività professionale sia per istituzioni pubbliche che private con la  massima garanzia.

Per le due figure professionali vengono fissati titolo di studio, esperienza professionale, esperienza in campo, formazione e caratteristiche personali minimamente richieste per l’accesso al bando.

L’Igienista Industriale è colui che assume le responsabilità di individuazione, valutazione e controllo ai fini della prevenzione e della eventuale bonifica, dei fattori di natura chimica, fisica e biologica, nonché degli aspetti ergonomici ed organizzativi, negli ambienti di lavoro e di vita che possono alterare lo stato di salute e di benessere dei lavoratori e della popolazione nel rispetto dei canoni di etica professionale.
In particolare deve conoscere e sapere applicare: le metodologie di verifica e controllo della generazione e propagazione degli agenti di rischio, le metodologie di valutazione dei rischi derivanti dall’esposizione umana oltre che le tecniche di mitigazione dei rischi stessi, sia per quanto riguarda gli aspetti tecnici degli interventi che per quanto riguarda gli aspetti legati l’organizzazione del lavoro ed a tutte le misure gestionali, ivi compresa la formazione e l’addestramento.

L’Igienista Industriale deve essere in grado di:

  • riconoscere preventivamente i fattori di rischio per la salute che possono derivare da processi, operazioni e attrezzature e, di conseguenza, fornire consigli sulla progettazione di questi ultimi
  • riconoscere ed individuare le possibilità reali o potenziali di esposizione negli ambienti di lavoro e di vita ad agenti di rischio chimici, fisici, biologici e organizzativi, incluse le loro interazioni, che possono alterare lo stato di salute e di benessere
  • individuare le possibili vie di azione sull’organismo umano e gli effetti che tali agenti possono avere sulla salute
  • raccogliere informazioni sul processo e sull’organizzazione del lavoro, formulare ipotesi sulle fonti di generazione e sulle modalità di propagazione dei fattori di rischio nell’ambiente, individuare le priorità di rilevamento e formulare il protocollo di indagine in vista della riduzione della esposizione a livelli accet­tabili
  • accertare l’esposizione e la dose derivante dai fattori di rischio ambientali e valutare i risultati dei rilevamenti
  • suggerire strategie di controllo per la riduzione dell’esposizione, racco­mandarne l’adozione e verificarne l’efficacia
  • partecipare alle procedure di valutazione e di gestione del rischio
  • consigliare circa l’interpretazione e l’applicazione delle normative nazio­nali e comunitarie relative alla tutela della salute e la protezione dell’ambiente
  • promuovere l’informazione e la formazione dei lavoratori, dei preposti a tutti i livelli in tema di informazione sui fattori di rischio
  • lavorare in stretta e proficua collaborazione con gli altri professionisti nel campo della prevenzione

Il Tecnico Igienista Industriale è colui che, in collaborazione con l’Igienista Industriale, programma ed esegue in campo le misure ambientali necessarie a caratterizzare, in modo esaustivo, l’esposizione delle persone ad agenti di rischio chimici, fisici e biologici. Coadiuva l’igienista Industriale nella interpretazione dei dati ottenuti e nell’individuazione delle misure di mitigazione dei rischi.
In particolare deve conoscere e sapere applicare: le metodologie di campionamento e analisi degli agenti di rischio chimico, fisico e biologico nonché le tecniche di elaborazione dei dati ambientali.

Il Tecnico di Igiene Industriale deve essere in grado di:

  • raccogliere informazioni sul processo e sull’organizzazione del lavoro, formulare ipotesi sulle fonti di generazione e sulle modalità di propagazione dei fattori di rischio nell’ambiente
  • individuare i fattori di rischio per la salute che possono derivare da processi ed operazioni
  • stimare le potenziali esposizioni negli ambienti di lavoro e di vita ad agenti chimici, fisici e biologici
  • individuare le priorità di rilevamento e formulare il protocollo di indagine in vista della riduzione della esposizione a livelli accet­tabili
  • accertare l’esposizione e la dose derivante dai fattori di rischio ambientali mediante campionamento e analisi e valutare i risultati dei rilevamenti
  • partecipare alle procedure di valutazione del rischio

La certificazione ha una validità di 5 anni durante i quali è necessario curare l’aggiornamento professionale: l’interessato dovrà dimostrare di avere mantenuto l’aggiornamento professionale mediante la partecipazione a corsi di formazione, congressi, giornate di studio e/o attraverso la pubblicazione di lavori nel campo dell’igiene industriale.

A Gennaio 2009 ICFP ha ottenuto l’Accreditamento ACCREDIA, traguardo necessario nel progetto di certificazione secondo ISO 17024 degli Igienisti Industriali e dei Tecnici di Igiene Industriale.

Da ultimo è utile sottolineare che il recente riconoscimento della procedura di certificazione ICFP da parte delNational Accreditation Recognition Committee (NAR) della IOHA (International Occupational Hygiene Association) che ad oggi ha riconosciuto lo schema di certificazione per 7 Paesi (Australia,  Canada, Inghilterra,  Italia, Olanda, Stati Uniti, Sud Africa) e 2 sono in esame (Norvegia e Svizzera).
Il NAR  che ha quale obiettivo quello di giungere al mutuo riconoscimento degli schemi di certificazione, è quindi  l’equivalente dell’ICFP per l’International Occupational Hygiene Association (IOHA) che raggruppa le Associazioni di Igienisti Industriali di 25 nazioni per un totale di circa 20000 professionisti.

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