L’igiene industriale è la disciplina scientifica volta ad individuare, valutare e controllare i fattori ambientali di natura chimica, fisica e biologica che derivano dalle attività produttive e che possono incidere negativamente sulla salute ed il benessere dei lavoratori e della popolazione.

AIDII promuove lo sviluppo, l’approfondimento, la divulgazione e la diffusione di questa disciplina, con il fine di tutelare la salute e l’ambiente all’interno ed all’esterno dei luoghi di lavoro.

AIDII organizza congressi e simposi scientifici, convegni, corsi e seminari di formazione e di approfondimento, pubblica una rivista scientifica, il “Giornale Italiano di Igiene Industriale e Ambientale IJOEHY”, e garantisce, attraverso l’Istituto per la Certificazione delle figure della prevenzione ICFP, la capacità e la professionalità di coloro i quali dedicano i loro sforzi al miglioramento della qualità degli ambienti di lavoro e di vita.

AIDII è un’associazione scientifica senza fine di lucro costituita nel 1969.

La sede centrale è a Milano. Per favorire lo sviluppo delle attività di formazione e di informazione, AIDII si è inoltre dotata anche di una struttura organizzativa periferica, costituita attualmente da cinque sezioni interregionali che operano a livello territoriale: “Nord-Ovest” (Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta), “Triveneta” (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige), “Ter” (Emilia Romagna e Toscana) e “Lamus” (Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria e Sardegna), “SUD” (Campania, Basilicata, Molise, Puglia, Calabria e Sicilia).

AIDII è guidata da un Consiglio Direttivo composto da 12 membri eletti e da un membro di diritto (il Past-President). Il Consiglio dura in carica tre anni. Tra i dodici membri eletti, il Consiglio individua il Presidente, il Vicepresidente, il Segretario Tesoriere.

Il Consiglio Direttivo è l’organo esecutivo di AIDII. Esso disciplina e coordina l’attività secondo gli indirizzi approvati dall’Assemblea, predispone i bilanci preventivi e consuntivi, redige il rendiconto dell’attività svolta e stabilisce gli indirizzi programmatici da sottoporre all’Assemblea dei Soci.

Per diventare soci AIDII è necessario inoltrare formale richiesta al Consiglio Direttivo. I soci AIDII ricevono il “Giornale Italiano di Igiene Industriale e Ambientale IJOEHY” e l’edizione annuale dei TLV quando pubblicata e possono godere di sconti su tutte le iniziative di AIDII (congressi, seminari, corsi, etc.)

I nostri Presidenti

1970 Enrico Vigliani
1975 Nicola Zurlo
1977 Nicola Zurlo
1980 Nicola Zurlo
1982 Luigi Pozzoli
1984 Gaetano Cecchetti
1988 Danilo Sordelli
1991 Gianfranco Peruzzo
1994 Vittorio Prodi
1997 Danilo Cottica
2000 Giuseppe Nano
2003 Giulio Sesana
2006 Giovanni Battista Bartolucci
2009 Michele Casciani
2012 Elena Grignani
2015 Domenico Cavallo
2018 Maria Cristina Aprea
2021 Mariella Carrieri

I nostri Congressi 

1975 Milano 1° Convegno Nazionale
1977 Milano 1° Congresso Nazionale
1978 Milano 2° Convegno Nazionale
1979 Bolzano 2° Congresso Nazionale
1980 Genova 3° Congresso Nazionale
1981 Roma 3° Convegno Nazionale
1982 Milano 4° Congresso Nazionale
1984 Bologna 5° Congresso Nazionale
1985 Gubbio 6° Congresso Nazionale
1986 Roma 1° Congresso Internazionale
1987 Milano 7° Congresso Nazionale
1988 Como 8° Congresso Nazionale
1989 Merano 9° Congresso Nazionale
1990 Milano 1° Congresso Europeo
1991 Rosignano 10° Congresso Nazionale
1992 Abano Terme 11° Congresso Nazionale
1993 Giulianova 12° Congresso Nazionale
1994 Torino 13° Congresso Nazionale
1995 Arbatax 14° Congresso Nazionale
1996 Assisi 15° Congresso Nazionale
1997 Faenza 16° Congresso Nazionale
1998 Pavia 17° Congresso Nazionale
1999 Bari 2° Congresso Europeo
1° Congresso dei Paesi del Mediterraneo
2000 Trento 18° Congresso Nazionale
2001 Napoli 19° Congresso Nazionale
2002 Viterbo 20° Congresso Nazionale
2003 Como 21° Congresso Nazionale
2004 Palermo 22° Congresso Nazionale
2005 Bologna 23° Congresso Nazionale
2006 Firenze 24° Congresso Nazionale
2007 Ancona 25° Congresso Nazionale
2008 Siena 26° Congresso Nazionale
2009 Verona 27° Congresso Nazionale
2010 Roma Congresso Internazionale IOHA
2011 Ravenna 28° Congresso Nazionale
2012 Pisa 29° Congresso Nazionale
2013 Maranello (MO) 30° Congresso Nazionale
2014 Napoli 31° Congresso Nazionale
2015 Varese 32° Congresso Nazionale
2016 Lucca 33° Congresso Nazionale
2017 Ortona (CH) 34° Congresso Nazionale
2018 Torino 35° Congresso Nazionale
2019 Matera 36° Congresso Nazionale
2021 On-line sincrono 37° Congresso Nazionale

L’AIDII viene fondata in un periodo caratterizzato da un contesto socio economico e culturale particolarmente vivo: il boom economico degli anni 60, la moltiplicazione della forza lavoro nell’industria, le innovazioni tecnologiche e la trasformazione dell’organizzazione del lavoro. Fanno seguito progressivamente la presa di coscienza delle forze sindacali dei problemi della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro e la elaborazione di modelli originali di analisi dei fattori di rischio. Emerge in modo sempre più diffuso l’esigenza di nuove modalità di indagine negli ambienti di lavoro con la partecipazione attiva dei lavoratori dando valore agli elementi di “soggettività” nella valutazione di rischi, di danni, di possibili soluzioni di miglioramento.Tutti questi elementi costituiscono uno stimolo al rinnovamento per gli Istituti di Medicina del Lavoro e ad introdurre negli stessi un primo patrimonio di uomini e strumenti per dare deciso avvio anche all’Igiene Industriale, disciplina già praticata da tempo in altri stati ad elevata Industrializzazione (USA, UK.).

Gli Istituti Universitari di Medicina del Lavoro sono ancora i depositari pressoché esclusivi del Sapere sulle malattie professionali e delle correlazioni con le condizioni degli ambienti di lavoro che le generano. Ad essi fanno riferimento anche organismi istituzionali centralizzati per la prevenzione degli infortuni quali l’ENPI o assicurativi quali l’INAIL o di controllo quali l’Ispettorato del Lavoro. A differenza di altre nazioni industrialmente avanzate in Italia non esistono ancora insegnamenti di igiene industriale né indagini strutturate negli ambienti di lavoro. Solo alcune grandi aziende nazionali cominciano a strutturare nuclei di Igiene Industriale presso i servizi medici aziendali o all’interno di strutture tecniche aziendali o in collaborazione con istituti universitari. Presso l’istituto di Medicina del Lavoro di Milano ad esempio ha sede il laboratorio di igiene industriale Montecatini.

Le prime esperienze di igiene industriale si riferiscono alla metà degli anni 50 e attengono prevalentemente alla determinazione numerica delle polveri; allo stesso periodo si riferiscono anche le pubblicazioni scientifiche in merito come emerge dalla documentazione disponibile presso la Clinica del Lavoro di Milano. Per quanto riguarda l’esposizione a silice cristallina ad esempio, una delle problematiche più sentite in quegli anni, si possono citare alcune pubblicazioni:

  • Parmeggiani L., Peretti L., Zurlo N., Occella E.: La determinazione della pericolosità agli effetti della silicosi nelle lavorazioni pericolose Atti del congresso nazionale di Medicina del Lavoro. St. Vincent (20- 23 settembre 1952);
  •  Zurlo N., Griffini A.M.: determinazione chimica del quarzo nei minerali e nelle polveri, Med. Lav. 45, 675, (1954);
  • Frigerio G., Zurlo N.: procedimento rapido di analisi di routine per la determinazione del quarzo per via debyegrafica e chimico- petrografica. Med. Lav. 46,10 (1954);
  • Occella E: la determinazione della silice libera cristallina con metodi combinati chimico-petrografico- debyegrafici. Med. Lav. 48,11 (1957);
  • Zurlo N.: counting of atmospheric dust using millipore filters, Med. Lav. 51, 660. (1960).
  • Occella E., Henking E.: Researches on Differential grinding of Rocks and Synthetic Materials to Different Technique of Comminution. Med. Lav. 52, 2, 81 (1961);
  • Occella E.: Significato comparato di determinazioni numeriche e gravimetriche della concentrazione delle polveri nell’atmosfera. Med. Lav.5, 2,122 (1964).

Problematiche per l’igiene industriale relative agli anni ‘60

Il materiale bibliografico e di letteratura attinente alla valutazione dell’esposizione a sostanze pericolose e tossicologicamente attive era disponibile prevalentemente presso gli igienisti americani ed il numero delle sostanze per le quali erano note metodiche di campionamento e analisi era ancora modesto. Si possono citare:

“Air sampling instruments” pubblicato a partire dal 1960 dall’ACGIH che costituisce la prima raccolta organica degli strumenti di campionamento “The determination of toxic substances in air, A manual of ICI practice” pubblicato nel 1956 e rivisto nel 1965 che ha fatto propri, su licenza, alcuni metodi contenuti nei booklets 1-14 dei “Methods for detection of toxic substances in air” pubblicati per H.M. Factory Inspectorate, Ministry of Labour da H.M. Stationery Office. Descrive metodi di campionamento dell’aria e soprattutto metodiche analitiche per la determinazione degli inquinanti organici più ricorrenti nei luoghi di lavoro e di alcuni metalli presenti sotto forma di fumi e polveri.

In Italia era stata messa a punto sulla base dell’esperienza degli anni 50 la raccolta:

“Metodi semplici di microdeterminazione dei tossici industriali dispersi nell’aria” di N. Zurlo e L. Metrico pubblicato nel 1960 per il Laboratorio di Igiene industriale della Società Montecatini ubicato presso la Clinica del Lavoro di Milano. Nella prefazione del prof. E.C. Vigliani si legge: La determinazione della presenza e della quantità delle sostanze nocive nell’atmosfera dei luoghi di lavoro assume una importanza fondamentale nella lotta contro le tecnopatie. Affinché tali determinazioni siano praticamente possibili è necessario disporre di metodi analitici sensibili, precisi e facili da eseguirsi in fabbrica.

Pur essendo una pubblicazione interna della società Montecatini con diritti riservati ha costituito un riferimento anche per altri igienisti industriali ed ha continuato ad esserlo fino a metà circa degli anni 70.

Le problematiche ricorrenti erano infatti legate alla scarsità di documentazione scientifica relativa alla quantificazione degli inquinanti presenti nell’aria degli ambienti di lavoro, in particolare per quanto riguarda prodotti di decomposizione termica e prodotti indesiderati di reazione. Gli obiettivi che ci si proponeva di raggiungere per gestire in modo corretto i problemi più immediati erano:

  • Quantificare l’esposizione a sostanze nocive attraverso metodi di campionamento e analisi sempre più specifiche.
  • Reperire dal mercato o mettere a punto strumenti di campionamento idonei ad inquinanti particellari o in fase vapore /gassosa
  • Affrontare le problematiche di sensibilità e accuratezza e definire l’intervallo di incertezza estesa delle metodiche di campionamento e analisi
  • Seguire l’evoluzione dei limiti di riferimento
  • Strutturare un laboratorio di “Igiene Industriale” con le dotazioni strumentali in grado di garantire una elevata qualità dei dati analitici relativi alle matrici ambientali e biologiche tenendo conto di una evoluzione rapida per gli strumenti analitici e di una evoluzione lenta per gli strumenti di campionamento.

Occorreva tenere conto della necessità di dotarsi di strumenti di misurazione dei parametri fisici: rumore, vibrazioni, microclima, illuminazione.

Presupposto necessario a tutte queste attività è la conoscenza dei processi produttivi finalizzata ad inquadrare i rischi lavorativi specifici delle singole mansioni. Tali conoscenze erano deducibili da trattati tecnologici, dalla letteratura di igiene industriale e medicina del lavoro, dall’esperienza professionale che si acquisisce durante le indagini in fabbrica, dall’esperienza vissuta e descritta dai lavoratori che aiuta a raggiungere un elevato grado di conoscenza specifica dei rischi attribuibili ad una mansione.
Si tratta di  una fase ancora pionieristica in cui si è costretti a modificare ed adattare in continuo, sulla base delle esperienze in campo, strumenti e modalità di campionamento e metodiche analitiche e alla continua ricerca di input utili nella letteratura specifica e nei pochi testi a disposizione. Occorre inoltre arricchire il bagaglio di conoscenze in campi che incrociano trasversalmente l’attività di valutazione dei rischi negli ambienti di lavoro.

Conoscenze complementari

Le conoscenze tossicologiche costituivano un elemento necessario per stabilire le priorità dell’indagine e per impostare il monitoraggio biologico almeno per quelle sostanze di cui si conosceva l’assorbimento, la distribuzione, la biotrasformazione e l’escrezione della stesse o dei metaboliti. Il monitoraggio biologico costituiva un importante complemento del monitoraggio ambientale e veniva eseguito in buona parte dalle stesse persone e comunque nello stesso laboratorio. I testi di riferimento per gli igienisti industriali almeno fino alla metà degli anni 70 erano il Lauweris:”Précis de toxicologie industrielle et des intossications professionelles”, Duculot-Gemloux 1972 e “Patty’s Industrial Hygiene and Toxicology”, Jonh Wiley, New York.
Il riferimento per i problemi di ventilazione generale localizzata era: “Industrial Ventilation (A manual of Recommended Practice)” pubblicato Per la prima volta dall’ACGIH nel 1951 e che nel 1978 aveva raggiunto la quindicesima edizione e per gli aspetti di benessere termico ASHRAE : Handbook of fundamentals : Physiological principles, comfort and health.

Per quanto riguarda la determinazione degli agenti fisici la strumentazione disponibile e il bagaglio culturale specifico erano ancora modesti; le carenze più evidenti erano rispetto alle vibrazioni e alle misure spettrali in campo UV-VIS.

I testi maggiormente consultati erano Physiologie du Travail (Ergonomie) di J. Sherrer, Masson Editeur, Paris 1967 e l’edizione in lingua inglese di Thermal Comfort di P.O.Fanger disponibile dal 1970 presso la Danish Technical Press di Copenhagen.

Campionamento con selezione dimensionale

Stimare l’esposizione alla frazione respirabile della polvere era uno dei problemi più sentiti dell’igiene industriale sia prima della fondazione dell’AIDII che durante il suo percorso storico. A tale proposito ricordo il lungo percorso per la definizione di frazione respirabile (da relazione C. Sala e coll.al RISCH 2006) :
“Nel 1952 il British Medical Research Council (BMRC) elaborò,  allo scopo di effettuare la valutazione del rischio di esposizione alle polveri potenzialmente pericolose per la regione di scambio gassoso polmonare, una definizione di polvere respirabile identificandola come la concentrazione in massa delle particelle che passavano oltre un elutriatore orizzontale con un taglio o cut-off (diametro a cui si ha il 50% di penetrazione o d50)  che approssima la dimensione di taglio della regione di scambio gassoso (Davies, 1961). Lo stesso riferimento fu adottato dalla Conferenza Internazionale sulle Pneumoconiosi di Johannesburg nel 1959. 
Nel 1961 la U.S. Atomic Energy Commission (AEC) ed il Los Alamos Scientific Laboratory (LASL) formularono la loro versione di polvere respirabile, conosciuta come la curva AEC-LASL. Questa curva rappresentava un modello di penetrazione delle particelle nella regione alveolare migliore di quello proposto dalla BMRC (Lippmann, 1995). Nel 1968 la convenzione di campionamento dell’AEC fu adottata dall’American Conference of Governmental Industrial Hygienist (ACGIH, 1968). Sulla base di questi riferimenti sono stati sviluppati nella pratica essenzialmente due tipi di campionatori per la frazione respirabile (FR), aventi una diversa dimensione di cut-off, ma basati ambedue sul principio di separazione ciclonica: il ciclone di tipo Casella o SIMPEDS (BMRC) avente la dimensione di taglio a 5 mm e il ciclone di nylon (ACGIH) con una dimensione di taglio a 3.5 mm. Le tre curve di accettabilità per il campionamento della FR presentano caratteristiche simili, ma non identiche, e la forma delle curve differisce in riferimento a differenti tipi di campionatori”. L’esigenza di stimare le frazioni che interessano le principali regioni dell’albero respiratorio ha determinato la sostituzione progressiva del campionamento delle polveri totali sospese con il campionamento con selezione dimensionale, prima negli ambienti di lavoro, poi negli ambienti confinati, e più recentemente, anche nel controllo dell’inquinamento atmosferico. Contemporaneamente sono state approfondite le conoscenze sulle fonti di emissione, sulla distribuzione granulometrica e sulla composizione chimica di ognuna delle frazioni del particolato che possono penetrare nell’albero respiratorio.

Esperienze condotte su polveri pneumoconiogene alla fine degli anni 60

  • Raccolta della polvere sedimentata in miniera (e in reparti di lavoro)
  • Vagliatura fino a raccogliere il passante al vaglio di 74 µm
  • Separazione in varie frazioni fini mediante dispersione in aria in pallone chiuso e campionamento con pneumoclassificatore Zurlo
  • Analisi delle frazioni fini dopo attacco chimico controllato con metodo Durkan modificato per l’eliminazione di carbonati e alcuni silicati.
  • Essicazione del filtrato finale
  • Preparazione di campioni per l’analisi XRD
  • Preparazione di vetrini per l’analisi al microscopio polarizzatore e in contrasto di fase
  • Preparazione di campioni da somministrare alle cavie

Fase preparatoria dell’Associazione

Nell’anno accademico1968-1969 si svolge in collaborazione e presso il Politecnico di Milano il corso di “Cultura in Igiene Industriale ed Ergonomia” che costituisce momento di incontro tra gli operatori motivati a dare vita e impulso alle due nascenti società, entrambe con caratteristiche pluridisciplinari.

Presso la Clinica del Lavoro di Milano, accanto alle attività di clinica e ricerca medica si svolgono da tempo attività riferibili all’Igiene Industriale e in parte alla Tossicologia ed all’Ergonomia: monitoraggio ambientale, monitoraggio biologico, messa a punto di tecniche analitiche specifiche, messa a punto e sperimentazione di strumenti di campionamento, messa a punto di camere di esposizione a concentrazione nota di sostanza da somministrare per via inalatoria alle cavie, messa a punto di un telefrequenzimetro per misurare il gettito cardiaco di soggetti che lavoravano in ambienti termici estremi, modifica del globotermometro di Vernon. La Clinica del Lavoro di Milano era un punto di raccordo delle esperienze culturali, scientifiche, sindacali e costituiva il luogo più naturale per dare vita ad una associazione scientifica di Igiene Industriale.

Fondazione

  • Primavera 1969: contatti e riunioni preparatorie con persone, di diversa formazione culturale e affiliazione istituzionale, interessate a contribuire alla fondazione di una associazione scientifica dedicata alle problematiche emergenti dell’Igiene Industriale, di cui si andavano elaborando obiettivi, ipotesi di strutturazione, statuto
  • 7 ottobre 1969: assemblea costituente presso la Clinica del Lavoro dell’Università di Milano che è stata il centro propulsore dell’iniziativa. Partecipano all’assemblea costituente 85 persone (ingegneri, medici, chimici, fisici, tecnici…) operanti presso strutture pubbliche e private

Percorso storico

L’Igiene Industriale è inizialmente connotata dallo stretto legame con la Medicina del Lavoro e utilizza l’opportunità di operare in comune tra la componente “tecnico – igienistica” e la componente “clinica” anche come elemento di formazione e di crescita culturale.

Le Attività prevalenti sono inizialmente: messa a punto di metodiche per il campionamento e analisi da utilizzare per il monitoraggio ambientale e biologico e le indagini nei reparti di lavoro con l’obiettivo di valutare l’esposizione degli addetti ad agenti chimici e fisici, il rispetto dei limiti di riferimento, l’efficacia degli interventi di bonifica, la necessità di programmi di controlli periodici. La ricerca applicata e la formazione sono attività complementari che assumono importanza crescente.

Dagli inizi degli anni 70 e durante l’intero decennio vengono create o potenziate strutture di Igiene Industriale all’interno di:

  • Istituti universitari di Medicina del Lavoro
  • Servizi ospedalieri di Medicina del Lavoro (specificità lombarda)
  • Istituti scientifici di ricovero e cura
  • ENPI
  • INAIL
  • ISS
  • Servizi Aziendali
  • Consorzi sanitari di zona (piccoli nuclei)
  • Laboratori di igiene e profilassi
  • Strutture private

Sempre negli anni 70 si realizzano le prime iniziative importanti.

1970 Simposio sul rumore nell’industria
1974 Tavola rotonda: i compiti dell’Igienista Industriale nell’ambiente di lavoro
1975 Convegno: Le polveri pneumoconiogene nell’ambiente di lavoro
1975 Convegno: Il microclima come problema di Igiene Industriale
1977 I° congresso nazionale di Igiene Industriale
1978 Convegno: Il rilevamento dell’inquinamento ambientale: orientamenti e prospettive

Si svolgono presso l’Istituto di Medicina del Lavoro dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma convegni annuali di igiene industriale i cui atti vengono pubblicati negli annali dell’ISS.

L’AIDII si dota di una propria rivista periodica il “Giornale degli Igienisti Industriali” a partire dalla fine del 1976 e continua la pubblicazione, sotto forme editoriali diverse, fino ad oggi. Nell’ambito dell’attività editoriale oltre al giornale sono state prodotte in tempi successivi alcune monografie con un taglio di guide per affrontare alcuni problemi ricorrenti nell’attività quotidiana ad esempio l’impostazione di una indagine e la valutazione dei dati, la valutazione dei sistemi di aspirazione, la valutazione dei campi elettromagnetici.

Per quanto riguarda la strategia di campionamento, prima della specifica monografia AIDII, il riferimento principale era: “Occupational Exposure Sampling Strategy Manual” a cura di N. A. Leidel, K.A. Busch, R. Lynch pubblicato dal NIOSH nel 1977.

Annualmente viene pubblicata la traduzione italiana dei TLV dell’ACGIH distribuita contestualmente al Giornale a tutti i soci .Già nel 1975 l’AIDII e la SIMLII avevano proposto una tabella di “Valori Limite Ponderati (VLP) degli inquinanti chimici e particolato degli ambienti di lavoro” prendendo in considerazione 185 sostanze sulla base della stessa metodologia utilizzata dall’ACGIH e tenendo conto dell’esperienza maturata attraverso le indagini nelle aziende italiane e di quanto emerso nel convegno tenutosi a Milano del 1973: “I limiti massimi ammissibili (MAC) degli agenti nocivi nell’industria”.

Attività congressuale e formativa

Le attività di formazione e le attività congressuali costituiscono una costante dell’AIDII, che organizza:

  • a partire dal 1974 corsi di formazione per i soci e personale esterno di istituti pubblici e società private;
  • a partire dal 1977 i Congressi Nazionali che si svolgono annualmente in località diverse;
  • a partire dal 1983 giornate scientifiche, spesso contestuali al congresso nazionale, su temi di attualità nel campo dell’Igiene Industriale con finalità anche di aggiornamento dei soci;
  • a partire dal 1995 la sezione triveneta organizza annualmente il convegno nazionale “Le Giornate di Corvara” che assume progressivamente maggiore valenza di contenuti e di partecipazione.
  • L’attività delle Sezioni Territoriali (Triveneta: Veneto, Trentino, Friuli Venezia Giulia; Nord-Ovest: Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta; TER: Toscana, Emilia Romagna; LAMUS: Lazio, Abruzzo, Marche, Umbria, Sardegna; SUD: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia) diventa sempre più importante anche nell’organizzare convegni monotematici su temi di attualità che costituiscono un elemento propulsivo per l’associazione.
  • Occorre ricordare l’organizzazione di un congresso a livello internazionale (International Congress on Industrial Hygiene, Rome October 5-9.1986) e a livello europeo (European Industrial Hygiene Conference: Strategies in Industrial Hygiene and Environmental Protection, Milan Novembre 4-7, 1990) durante la fase di crescita della associazione e nell’attuale fase di maturità l’organizzazione del congresso internazionale IOHA del 2010 a Roma;
  • a partire dai primi anni 90 intensifica e favorisce il mantenimento di rapporti con le società che operano in campi paralleli SIMLII, SITOX, SIE, AIAS…fino alla costituzione  della CIIP di cui sarà parte integrante e attiva fino al 2009.

Ruolo e funzioni dell’Igiene Industriale trovano una loro definizione compiuta e ubiquitariamente condivisa agli inizi degli anni 90 anche a seguito di riunioni a livello internazionale: “L’Igienista Industriale ha il compito di individuare, valutare e mantenere sotto controllo, ai fini della prevenzione e della bonifica, i fattori ambientali di natura chimica, fisica e biologica derivanti dalla attività industriale, presenti all’interno e all’esterno degli ambienti di lavoro e negli ambienti di vita, che possono alterare lo stato di salute e di benessere dei lavoratori e della popolazione”. L’ambiente di lavoro costituisce comunque il campo sperimentale principale dove è possibile approfondire e affinare le conoscenze attraverso:

  • attenta “lettura” del ciclo di produzione sotto il profilo dei possibili rischi per i lavoratori e per l’impatto esterno, per formulare il protocollo di indagine, per suggerire provvedimenti per la riduzione dell’esposizione attraverso la modifica dei processi, delle mansioni, dei sistemi di ventilazione generale di trattamento dell’aria,  di aspirazione e abbattimento degli inquinanti.
  • lavoro in comune e scambio di informazioni con altre professionalità del campo della prevenzione
  • interpretazione e discussione dei risultati di tutte le fasi di indagine
  • validazione in campo di strumenti di campionamento
  • validazione di modelli di risk assessment

L’Igienista Industriale assume progressivamente un ruolo complementare sempre più importante alle figure di medico del lavoro e di addetto alla sicurezza. L’attenzione crescente ai problemi dell’ambiente, specialmente in questo decennio, amplia il campo di attività all’inquinamento dell’atmosfera, delle acque, del suolo, all’indoor, ai rischi di incidenti rilevanti, alla valutazione di impatto ambientale. Gli stimoli a tenere in maggior conto gli impatti diretti e indiretti dell’attività produttiva sull’ambiente e sulla popolazione generale vengono anche da fonti autorevoli quali l’OMS:

environmental health comprise those aspects of human health, including quality of life, that are determined by physical, chemical, biological, social and psycosocial factors in the environment. It also refers to the theory and practice of assessing, correcting, controlling and preventing those factors in the environment that can potentially affect adversely the health of present and future generations”.

Un modello multi- exposure multi- effect è stato proposto recentemente:


(Briggs, 2002)

Tali stimoli erano  presenti giù da tempo a livello europeo ( cito dalla prima conferenza europea su ambiente e salute,  Francoforte 7-8 dicembre 1989):

“l’ambiente va gestito come una risorsa per la salute umana ed il benessere” 

“devono essere presi in considerazione tutti gli aspetti dello sviluppo socioeconomico che sono correlati all’impatto dell’ambiente sulla salute e sul benessere”. 

Le modalità di impatto, simmetricamente ai tossici industriali nell’ambiente di lavoro, possono essere così schematizzate:

 

Attività di formazione

L’attività di formazione rivolta ai soci e ad esterni è stata curata fin dai primi anni e continua tuttora con corsi mirati ad argomenti generali e all’approfondimento di temi specifici. Il materiale didattico, oltre ai volumi classici citati in precedenza (nelle successive edizioni) era costituito dopo il 1986 dall’unico libro di igiene industriale italiano (“Igiene Industriale,- campionamento, gas, vapori, polveri, di L. Pozzoli e U. Maugeri, La Goliardica Pavese 1986) e da una serie di dispense preparate e modificate dai singoli docenti. Tale formazione é stata propedeutica per molti soci agli esami di certificazione. L’Igiene Industriale rientra da tempo nei corsi universitari presso dipartimenti medici e scientifici e impegna docenti che hanno avuto ruoli importanti nell’AIDII. Le aree di conoscenza che rientrano nel percorso formativo sono state definite in un convegno dei primi anni 90 a Ginevra con il contributo delle associazioni nazionali: tossicologia, fisiologia, ergonomia, effetti sulla salute legati al lavoro, salute pubblica, protezione dell’ambiente, comunicazione, fattori psicosociali, norme e leggi, analisi dei rischi, principi di ingegneria, fondamenti di tecnologia. Alcune di queste hanno successivamente avuto deciso sviluppo, come l’indoor e in generale il campo della tutela ambientale.

Certificazione

La necessità di certificare la figura dell’igienista industriale che ha acquisito specifica formazione trova il proprio sbocco con la creazione nel dicembre 1986 dell’Istituto per la Certificazione degli Igienisti Industriali (ICII) con proprio consiglio direttivo e gruppo di esperti che prepara ed aggiorna le domande di esame; si dota inoltre di un proprio codice etico. Recentemente è stato fatto un notevole passo in avanti con la creazione nel 2004 dell’Istituto per la Certificazione  Professionale per le Figure della Prevenzione (ICFP) fissando i campi di competenza professionale necessari a caratterizzare  l’igienista industriale che deve individuare, valutare, controllare l’insieme dei fattori di rischio che hanno origine dall’attività lavorativa e interessano l’ambiente di lavoro, l’  indoor e l’ambiente esterno rispettando quanto previsto dal codice deontologico. Nel gennaio del 2009 è stata superata l’ultima fase del percorso di certificazione previsto dalla ISO 17024 per il riconoscimento da parte del SINCERT che ha valore per tutto il territorio europeo. Recentemente ha ottenuto il riconoscimento anche a livello internazionale da parte del National Accreditation Recognition Committee (NAR).

Evoluzione

La fase di crescita numerica dei soci, lenta negli anni 70, subisce notevole incremento nei decenni successivi fino a superare il migliaio agli inizi degli anni 90 e a mantenersi oltre i 1500 nell’ultimo decennio

L’evoluzione dei mezzi di campionamento e di analisi ed il patrimonio di letteratura scientifica accumulato in questi 40 anni offrono molte possibilità di crescita alla associazione oltre che ai singoli soci e creano contemporaneamente la necessità di specializzazione nei diversi settori di interesse e in particolare in quelli di più recente evoluzione.

Il campo di indagine si è progressivamente modificato anche a seguito della crescente terziarizzazione dell’attività produttiva ed ha assunto maggiore importanza l’indoor, sede ormai di gran parte dell’attività lavorativa, e a seguito della diminuzione di attività a rischio tradizionale ridottasi decisamente anche a causa del trasferimento di produzioni impattanti in altri stati a minor tutela dei lavoratori e dell’ambiente oltre che a causa dell’economia di mercato globalizzata.

Occorre adeguare le conoscenze e gli strumenti logici e pratici di indagine per seguire l’evoluzione delle tecnologie produttive, ad esempio le nanotecnologie, l’introduzione di nuovi materiali, le nuove tecniche costruttive per evidenziare e mettere sotto controllo i rischi emergenti.

Sono state introdotte recentemente a livello europeo nuove norme sulle sostanze pericolose REACH e CLP nell’ambito della politica europea di gestione delle sostanze chimiche che prevede attraverso il regolamento REACH le procedure di registrazione, valutazione, autorizzazione, restrizione e come strumento necessario per la sua applicazione l’insieme di regole di classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche che costituiscono il regolamento CLP (Classification, Labelling, Packaging). Tale regolamento è l’applicazione europea del GHS (Globally Harmonized System) che ha come obiettivo la realizzazione di un sistema unico a scala mondiale. Anche in questo settore è opportuno dedicare energie.
Raggiunto un livello più che accettabile di adesione alla associazione occorre un ulteriore sforzo di adeguamento alle esigenze crescenti dei soci e per stabilire una maggiore visibilità verso l’esterno migliorando il giornale, il sito web i rapporti con le associazioni scientifiche che operano in parallelo.

Carlo Sala

 

Consiglio Direttivo in carica per il triennio 2021- 2024

Mariella Carrieri Presidente
Sergio Luzzi Vice Presidente
Andrea Cattaneo Tesoriere
Gianandrea Maria Gino Segretario
Maria Cristina Aprea Past President
Consiglieri:
Bianca Patrizia Andreini
Michele Buonanno
Anna Cenni
Piero Lovreglio
Andrea Martinelli
Paolo Sacco
Spinazzè Andrea
Giovanna Tranfo

Mariella Carrieri Presidente

Socio AIDII Iscritto dal 2000. Laureata in Chimica presso l’Università di Padova, ha successivamente conseguito il dottorato di ricerca in Medicina Ambientale. È Professore Associato di Medicina del Lavoro presso l’Università di Padova ed è responsabile del Servizio di Igiene Industriale della UOC Medicina del Lavoro dell’Azienda Ospedale-Università di Padova. È stata ricercatore ospite presso l’Exposure Assessment Branch del NIOSH a Morgantown, West Virginia (USA). È membro del consiglio direttivo della International Occupational Hygiene Association (IOHA) ed è socia dell’ACGIH. Dal 2009 è Igienista Industriale Certificato Senior dall’Istituto per la Certificazione delle Figure della Prevenzione (ICFP). Insegna Medicina e Igiene del Lavoro in vari Corsi di Laurea, Scuole di Specializzazione e Master dell’Università di Padova. La sua attività scientifica è documentata da oltre 260 pubblicazioni a stampa, sia come articoli su Riviste e Libri che come contributi a Congressi Nazionali e Internazionali.

Sergio Luzzi Vice Presidente

Socio AIDII Iscritto dal 1998. Presidente e Direttore Tecnico di Vie en.ro.se. Ingegneria, società specializzata in acustica, rischi fisici, ingegneria dell’ambiente e della sicurezza. Docente a contratto di Rischi Fisici all’Università di Firenze, Visiting Professor alla Ural State University, Direttore della OSHNET SCHOOL for certified education in Occupational Health and Safety, membro del Board of Directors dell’International Institute of Sound and Vibration e del Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione Italiana di Acustica. Presidente di PESCAS l’Associazione dei Professionisti e degli Esperti per la Salvaguardia e la Cultura dell’Ambiente e della Salute. Si occupa a livello scientifico e professionale di acustica e controllo del rumore, di igiene occupazionale e ambientale. Cura l’organizzazione e il programma scientifico di corsi e convegni a livello nazionale e internazionale. È stato responsabile scientifico del progetto Reti di RLS per la promozione della salute. È autore di 7 libri e di numerose pubblicazioni scientifiche sull’Acustica, la sicurezza degli ambienti di vita e di lavoro, l’elettrotecnica, la tecnica professionale.

Andrea Cattaneo Tesoriere

Socio AIDII Iscritto dal 2006. Laureato in scienze geologiche, dottore di ricerca in medicina del lavoro ed igiene industriale, master in tossicologia. Professore associato presso l’Università degli Studi dell’Insubria, titolare di insegnamenti universitari nel campo dell’Igiene Ambientale e Occupazionale in corsi di laurea triennale, magistrale, dottorati di ricerca e scuole di specializzazione. Ha partecipato a progetti multicentrici a livello regionale, nazionale, europeo e internazionale, fornendo contributi sulla valutazione dell’esposizione ad agenti chimici, anche come coordinatore di unità. Revisore per 32 riviste scientifiche, autore di 7 capitoli di libro/monografie e circa 240 pubblicazioni, riassunti e contributi in volume sui temi del rischio chimico, qualità dell’aria e modellistica dell’esposizione.

Gianandrea Maria Gino Segretario

Ingegnere chimico con un internato di ricerca post-laurea in igiene industriale e corsi in risk assessment, opera da sempre nel settore EHS, in organizzazioni private, Enti di controllo e oggi titolare dello Studio di Ingegneria per il Rischio Tecnologico. Igienista Industriale certificato ICFP senior, istituto di cui è stato nel triennio motore e promotore, anche sui social media, nonché tesoriere. Professore a c. di Impianti chimici TPALL Università degli Studi di Milano, è membro supplente nella Commissione Nazionale ex art. 6 D.Lgs. 81/2008. Certificato in ingegneria forense CNIadvanced, Tecnico Competente in Acustica, Professionista Prevenzione Incendi, abilitato D.Lgs 81/2008.  Ha sviluppato i temi igienistico-occupazionali in una costante prospettiva di innovazione e integrazione verso i rischi ambientali, convenzionali e industriali rilevanti. In adempimento alle deleghe ricevute ha contribuito ai programmi di formazione, sviluppato contatti, comunicazioni, eventi e webinar per la diffusione dei contenuti AIDII con Istituzioni, Enti, Ordini e altre Associazioni, gestito i Patrocini, la revisione Sicurezza e Salute interna, la promozione sui social media dell’Associazione.

Maria Cristina Aprea Past-President

Socio AIDII dal 1992. Igienista Industriale Certificato Senior n. SC1911010090, membro del Comitato scientifico dell’IJOEH e membro del Consiglio Direttivo Nazionale AIDII con il ruolo di past-president. Laureata con lode in CTF nel 1986. Dal 1990 Dirigente Chimico presso la USL 7 di Siena, dal 2017 Direttore U.O.C. Tossicologia Occupazionale e Ambientale e direttore del Laboratorio di Sanità Pubblica di Siena, dal 2018 Direttore del Dipartimento Interaziendale Regionale dei Laboratori di Sanità Pubblica della Toscana. Docente di “Fondamenti Chimici delle Tecnologie” e coordinatore del Corso integrato “Tecniche della prevenzione in campo ambientale e alimentare” nel corso di Laurea per Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro presso l’Università di Siena. Autrice di 260 lavori scientifici. Nel 2005 e nel 2006 ha ricevuto il riconoscimento del Journal of Chromatography per l’articolo “Biological monitoring of pesticide exposure: a review of analytical methods (J Chromatogr B Analyt Technol Biomed Life Sci. 2002;769(2):191-219)” come “Top Cited Article Award 2001-2006”.

Consiglieri:

Bianca Patrizia Andreini 

Socia AIDII dal 2001. Membro dal 2003 e Coordinatore dal 2008 del Comitato di Redazione della rivista “Giornale degli Igienisti Industriali”. Managing Editor e coordinatore del comitato di redazione del Italian Journal of occupational and environmental hygiene (IJOEHY) di AIDII.
Dal 1988 al 1996 ha svolto attività di ricerca nel settore farmaceutico privato. Dal 1997 svolge la sua attività nel settore ambientale prima presso il PMIP di Parabiago (MI) e dal 2002 presso ARPAT (Toscana).  Dal 2001 al 2002 si è dedicata alla Tossicologia occupazionale presso il Laboratorio di Sanità Pubblica- ASF Firenze. Dal 2006 al 2012 è stata responsabile dei Sistemi di gestione integrati della Direzione Generale di ARPAT. Da febbraio 2012 è Responsabile del Centro regionale di tutela della qualità dell’aria di ARPAT (CRTQA) e coordinatore della Commissione Aria (Emissioni e qualità dell’aria) di ARPAT. Membro di vari gruppi di lavoro presso la Regione Toscana, ISPRA, MATTM. Docente in corsi di formazione organizzati da AIDII, Regione Lombardia, Univ. di Firenze e di Pisa. Autrice di pubblicazioni nell’ambito del settore ambientale, igiene industriale, sistemi qualità e ambiente (EMAS), emissioni e qualità dell’aria.

Michele Buonanno

Socio AIDII Iscritto dal 2010. Ingegnere Chimico, Igienista Industriale Certificato e membro dell’AIHA, con un’esperienza di oltre 15 anni nel settore della gestione della Salute e la Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, segue diverse organizzazioni nei settori dell’Oil&Gas, energie rinnovabili, manifatturiero, sanitario, organizzazioni governative extraterritoriali, industrie alimentari e associazioni no profit, italiane e straniere. Ricopre da anni incarichi istituzionali come quello di componente del Comitato Tecnico Regionale (CTR) presso il comando regionale dei VVF, ai sensi del D.lgs. 105/15 s.m.i. e del Tavolo di lavoro “Linee di indirizzo per costruzione edifici eco-compatibili” della Regione Piemonte, Coordinatore della Commissione Sicurezza dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino, componente esterno della commissione Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’OMCeO Torino, HS Advisor dell’International Labor Office e RSP P dell’OMCeO della provincia di Torino.

Anna Cenni

Socio AIDII dal 1992. Laureata con lode in CTF nel 1986. Dal 1989 Dirigente Chimico presso la USL 7 di Siena, lavora presso il Laboratorio di Sanità Pubblica di Siena, azienda USL Toscana Sud est. Si occupa della valutazione dell’esposizione professionale e ambientale ad agenti chimici diversi, e del loro monitoraggio biologico, comprese le problematiche legate alle tecniche di campionamento degli inquinanti aerodispersi negli ambienti di vita e di lavoro. Recentemente ha iniziato ad occuparsi delle tematiche di igiene industriale legate all’esposizione a polveri e fibre. Si occupa inoltre della validazione di metodi analitici e delle procedure necessarie per l’accreditamento e per il loro mantenimento in accreditamento secondo la normativa vigente. Si occupa dell’aggiornamento e innovazione delle procedure di valutazione dell’esposizione ai tossici messe in atto dal Laboratorio in funzione di nuove richieste e/o problematiche scientifiche e/o normative. Autrice di lavori scientifici su riviste nazionali e internazionali o su atti di Congressi. Docente in Corsi di aggiornamento in Igiene Industriale presso la propria Azienda e in altre Aziende USL.

Piero Lovreglio

Socio AIDII Iscritto dal 2010. Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1998, specializzazione in Medicina del Lavoro nel 2002, Dottore di Ricerca (PhD) in Ambiente, Medicina e Salute nel 2006. Professore Associato di Medicina del Lavoro presso l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Componente del Collegio dei docenti del Dottorato di Ricerca Internazionale in ‘Sanità Animale e Zoonosi’. Iscritto all’elenco nazionale dei medici autorizzati e dei medici competenti. Ha prodotto oltre 130 pubblicazioni a stampa, di cui 69 compaiono sulla banca dati Scopus, su temi di Tossicologia, Igiene Industriale e Medicina del Lavoro. Svolge attività di revisore scientifico per numerose riviste scientifiche internazionali. Ha collaborato a numerosi progetti di ricerca sul monitoraggio ambientale e biologico degli inquinanti negli ambienti di lavoro e di vita, in alcuni casi come Coordinatore della ricerca.

Andrea Martinelli

Socio AIDII dal 2014. Laureato in Chimica nel 2012 presso l’Università degli Studi di Padova e abilitato alla professione di Chimico dal 2013. Dal 2013 svolge, presso il laboratorio di Igiene Industriale, Università degli Studi di Padova, la sua attività di ricerca relativa al monitoraggio ambientale e biologico dell’esposizione professionale ad agenti chimici e cancerogeni. Nel 2016 consegue il Diploma di “Specialista in Valutazione e Gestione del Rischio Chimico” presso l’Università degli Studi di Padova. Dal 2017 al 2020 ha collaborato con lo SPISAL padovano ai progetti “Ricerca attiva delle neoplasie professionali e mappatura, contenimento del rischio cancerogeno negli ambienti di lavoro” e “La prevenzione delle malattie derivanti dall’esposizione a polveri di farina”.  È risultato vincitore del premio per Giovani Igienisti Industriali nel 2014 e nel 2019. La sua attività di ricerca è documentata da pubblicazioni su riviste e da contributi scientifici a congressi nazionali e internazionali di Igiene Industriale

Paolo Sacco

Socio AIDII dal 2006. Incarichi AIDII attuali: Delegato alla formazione; Assistente al Delegato alle Sezioni territoriali, Assistente al Delegato per le Relazioni Internazionali.Chimico analitico e igienista industriale presso il Centro di Ricerche Ambientali di Padova di ICS Maugeri SpA SB, dove si occupa di valutazione e prevenzione dei rischi chimici negli ambienti di lavoro e di vita, di studio e applicazione dei campionatori diffusivi nelle misure di agenti chimici in aria ambiente, indoor e di ambienti di lavoro. Responsabile del sistema di gestione della qualità, dell’impatto sociale e dell’accreditamento del Centro di Ricerche Ambientali. Valutatore interno di sistemi di gestione per la qualità. Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione del Centro di Ricerche Ambientali. Dal 2016 rappresentante di AIDII nella Piattaforma Europea di Igiene Occupazionale, di cui è coordinatore dal 2019. Autore di varie pubblicazioni sulla qualità dell’aria ambiente e sull’utilizzo del campionamento diffusivo per la misura di inquinanti atmosferici.

Andrea Spinazzè

Socio AIDII dal 2012. Svolge attività didattica e di ricerca in qualità di Ricercatore presso il l’Università degli Studi dell’Insubria (Como). In qualità di Presidente di uno Spin-Off universitario, svolge inoltre attività di ricerca applicata nell’ambito dell’Igiene Ambientale e Occupazionale. Igienista Industriale certificato ICFP (dal 2014), e Igienista Industriale Senior specializzato nel campo degli agenti chimici e biologici (dal 2019). Membro di Gruppi di Lavoro e di Commissioni Tecnico-Scientifiche per problematiche di Igiene Ambientale e Occupazionale. Revisore scientifico e guest editor per riviste scientifiche nazionali e internazionali, è autore di pubblicazioni scientifiche (articoli, capitoli di libro/monografie, riassunti e contributi in volume) su differenti temi di Igiene Ambientale e Occupazionale, con particolare enfasi alle tematiche legate al rischio chimico, alla qualità dell’aria indoor e alla valutazione dell’esposizione ad agenti di rischio in ambienti di vita e di lavoro.

Giovanna Tranfo

Socio AIDII dal 2006. Incarichi. Laureata in Chimica presso l’Università Sapienza, specializzata in Biochimica Clinica presso l’Università Tor Vergata. Nel 2013 consegue il dottorato di ricerca presso l’Università di Parma, e nel 2020 l’abilitazione scientifica nazionale a Professore Ordinario di Medicina del Lavoro. Dal 1983 al 1993 lavora per l’Istituto di Ricerca Francesco Angelini e l’Industria Farmaceutica Serono. Dal 1994 è ricercatrice ISPESL, ora INAIL, dove dal 2015 è Responsabile del Laboratorio Rischio Agenti Chimici. Le sue ricerche riguardano l’esposizione umana a sostanze pericolose e il monitoraggio Biologico. Nel triennio 2018 – 20 è membro del Comitato consultivo per la determinazione e l’aggiornamento dei valori limite di esposizione professionale e dei valori limite biologici relativi agli agenti chimici. Revisore per numerose riviste scientifiche, tesi di laurea e dottorato e bandi di finanziamento nazionali e internazionali. Autore di oltre 100 pubblicazioni scientifiche, H index 18 (Scopus 2020).